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Dopo 100 anni chiude Francesco Rossi calzature

Storico negozio di Corso Italia abbassa la saracinesca a Maggio. Confcommercio lancia l’allarme, “Desertificazione commerciale in crescita”

Dopo quasi un secolo di attività, chiude uno dei negozi storici del centro. La bottega di calzature “Francesco Rossi”, in Corso Italia, di fronte al palazzo comunale, abbasserà definitivamente la saracinesca all’inizio di Maggio 2026.

Ad annunciarlo è stata la stessa famiglia Rossi con un messaggio rivolto alla città sul proprio profilo instagram. "Cari clienti, amici e concittadini, con emozione e un velo di nostalgia desideriamo condividere con voi una decisione importante: dopo quasi un secolo di attività, la nostra storica "bottega" di calzature uomo - donna “Francesco Rossi di Roberto ed Enrico Rossi”, fondata nel 1927, chiuderà definitivamente ad inizio maggio 2026".

Una storia lunga quattro generazioni, iniziata nel 1927 e diventata nel tempo un punto di riferimento per il commercio cittadino. "Quella che si conclude non è stata soltanto un’attività commerciale, ma una lunga storia di famiglia che ha attraversato quattro generazioni. Una storia fatta di sacrifici, passione e dedizione, ma soprattutto di relazioni autentiche".

Nel messaggio emerge anche il cambiamento del settore. "Sfiorare il traguardo dei 100 anni rappresenta per noi motivo di grande orgoglio. Tuttavia, il mondo è profondamente cambiato: sono mutate le abitudini di acquisto e il modo stesso di vivere il commercio. Le difficoltà economiche del settore e, in particolare, l’avvento dell’online hanno inciso in maniera significativa sulla nostra attività".

Una scelta definita inevitabile. "Abbiamo resistito, sperato e atteso, ma oggi ci troviamo a dover prendere una decisione consapevole e responsabile: quella di chiudere. Non è una resa, ma una scelta dettata dalla realtà dei tempi".

Il fondo resterà di proprietà della famiglia e sarà affittato a una nuova realtà pisana. Intanto dalla categoria arriva un forte segnale di preoccupazione. A intervenire è Confcommercio Pisa, che parla apertamente di emergenza.

“La saracinesca tristemente abbassata, le luci delle insegne e delle vetrine desolatamente spente. Non sono cartoline dal futuro, ma è già la dura e triste realtà con cui Pisa, come molte altre città e paesi, sta facendo i conti” ha detto Federico Pieragnoli, direttore generale di Confcommercio Pisa.

Un quadro confermato anche dai numeri. Negli ultimi 13 anni sono 311 le attività di commercio al dettaglio chiuse in città, con una media di 24 ogni anno. Tra i settori più colpiti proprio quello dell’abbigliamento e delle calzature.

“Serve un vero piano d'emergenza nazionale da parte del Governo per salvare i negozi di vicinato” ha aggiunto Pieragnoli. “Siamo solo all'inizio di una valanga che rischia di travolgere tutti. Senza interventi mirati e sostegni concreti le insegne delle nostre città sono destinate a spegnersi definitivamente”.