Un progetto quadriennale per la prevenzione del disagio giovanile e il contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo, rivolto alle scuole, ai giovani e alle famiglie, con la collaborazione del mondo sportivo. È quello che sarà realizzato grazie alla cooperativa Arnera e che si articola in due percorsi distinti, "Giovani in ascolto" e "Giovani e bullismo", coinvolgendo gli otto istituti superiori del territorio comunale, oltre alle realtà sportive cittadine.
"Si tratta di una serie di attività che mettiamo in campo per offrire un concreto sostegno ai giovani di fronte ai molteplici fattori di vulnerabilità cui sono naturalmente esposti durante gli anni dell’adolescenza - ha detto Frida Scarpa, assessora alle Politiche giovanili e allo Sport - è la prima volta che il Comune attua un progetto di questo tipo con una durata quadriennale, con un orizzonte che va ben oltre l’attuale mandato amministrativo. La scelta è nata dalla volontà di costruire percorsi strutturati e continuativi per i giovani, lavorando sulla prevenzione e sui diversi contesti nei quali i ragazzi vivono e crescono e predisponendo uno sportello di ascolto che prenda in carico i segnali e i bisogni della comunità giovanile".
Il primo percorso, “Giovani in ascolto”, si propone di intervenire sui principali contesti di vita degli adolescenti con l’obiettivo di prevenire le situazioni di disagio e isolamento e, allo stesso tempo, promuovere il benessere psicologico. Nelle scuole superiori, in questo caso, sono previsti incontri informativi rivolti a insegnanti e famiglie, laboratori di intelligenza emotiva e life skills, percorsi di formazione per studenti che assumeranno il ruolo di educatori alla pari e l’attivazione di punti di ascolto gestiti da educatori e operatori specializzati nelle tematiche adolescenziali.
Coinvolte, appunto, anche le realtà sportive del territorio. "Alcune attività saranno finalizzate a promuovere il rispetto dell’avversario e dei compagni, la collaborazione e la responsabilità collettiva, valorizzando lo spirito di squadra - ha aggiunto Scarpa - in questo senso, il fair play non è soltanto una regola del gioco, ma un principio che può accompagnare i ragazzi anche fuori dal campo, nelle relazioni con gli altri e nella vita di tutti i giorni. Promuovere questi valori a scuola e nello sport significa quindi offrire ai giovani strumenti per stare insieme, riconoscere l’altro e affrontare le difficoltà individuali e di gruppo con maggiore consapevolezza".
Secondo percorso, infine, quello di "Giovani e bullismo", iniziativa dedicata al contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Alle scuole superiori sono previsti incontri per insegnanti e famiglie, laboratori di educazione digitale dedicati alla prevenzione del cyberbullismo, percorsi di formazione per peer educator ed eventi con esperti di media education, diritto minorile e tematiche legate a bullismo e cyberbullismo. Nelle società sportive, invece, sono previsti incontri per allenatori, istruttori e dirigenti sulle dinamiche di gruppo e sulle forme di bullismo che possono manifestarsi nel contesto sportivo, attività con i giovani atleti dedicate al fair play e al rispetto e campagne di sensibilizzazione realizzate insieme ai ragazzi.