La mobilitazione dei lavoratori Dumarey ottiene un primo risultato. Dopo le 16 ore di sciopero proclamate dalle organizzazioni sindacali, il Ministero ha convocato per Lunedì 27 Luglio un tavolo con azienda e rappresentanze dei lavoratori per affrontare la vertenza aperta negli stabilimenti di San Piero a Grado e Fauglia. Intanto anche la politica si muove: il Partito Democratico chiederà la discussione urgente di una mozione in Consiglio comunale per sostenere i lavoratori e chiedere il ritiro dei 35 licenziamenti annunciati.
Secondo Fiom Cgil Pisa e Nidil Cgil Pisa, lo sciopero ha registrato una partecipazione molto elevata e il presidio davanti allo stabilimento è stato ampiamente partecipato. Il sindacato considera la convocazione ministeriale un primo risultato della protesta. "La mobilitazione ha prodotto un primo importante risultato: per lunedì 27 luglio le organizzazioni sindacali insieme all'azienda, sono state convocate presso il Ministero per affrontare la grave vertenza aperta alla Dumarey".
Per le organizzazioni sindacali si tratta di un segnale incoraggiante, ma non sufficiente a chiudere la vertenza. "Si tratta di un primo segnale che conferma come la forza e l'unità dei lavoratori siano gli strumenti più efficaci per riportare al centro il confronto istituzionale e la tutela dell'occupazione". La Fiom ribadisce inoltre che "restano infatti inaccettabili la disdetta dell'accordo sottoscritto con la Regione Toscana e la volontà dell'azienda di procedere con il licenziamento di 35 lavoratrici e lavoratori", confermando la volontà di proseguire la mobilitazione fino al rispetto degli impegni assunti e alla salvaguardia dell'occupazione.
Nel frattempo la vicenda approda anche in Consiglio comunale di Pisa. Il consigliere Enrico Bruni e la consigliera Maria Antonietta Scognamiglio hanno chiesto la convocazione urgente della Conferenza dei Capigruppo affinché già nella seduta di Giovedì venga discussa una mozione a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori della Dumarey.
"In questi giorni siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Dumarey. Questa mattina siamo stati davanti ai cancelli dello stabilimento e abbiamo marciato insieme a loro per chiedere il ritiro dei licenziamenti. Crediamo che tutte le istituzioni debbano attivarsi immediatamente, perché perdere una realtà industriale come Dumarey significherebbe mettere a rischio non solo decine e decine di posti di lavoro, ma un pezzo fondamentale del tessuto produttivo del nostro territorio. La crisi dell'automotive e della metalmeccanica sta colpendo duramente anche la provincia di Pisa: dalla Dumarey alla situazione della Piaggio, emerge un quadro che non può più essere affrontato come una serie di episodi isolati. La difesa dell'occupazione industriale deve tornare ad essere una priorità politica per tutte le istituzioni e, in particolare, per il centrosinistra", ha detto Bruni.
Per Maria Antonietta Scognamiglio, "la notizia dei 35 licenziamenti annunciati dall'azienda entro il 31 luglio non rappresenta un fatto isolato, ma rischia di essere il primo passo di una ristrutturazione ben più ampia in un'azienda che occupa circa 850 persone e che costituisce una delle principali realtà manifatturiere del territorio". La consigliera ha aggiunto che la Regione Toscana ha sostenuto negli anni l'azienda con risorse pubbliche e che oggi Dumarey dovrebbe "ritirare i licenziamenti e riaprire il confronto con la Regione e con le organizzazioni sindacali, per costruire insieme un percorso che garantisca il futuro produttivo dello stabilimento".
Scognamiglio ha poi ricordato gli investimenti realizzati nella formazione del personale. "Negli anni si è costruito un rapporto importante tra Dumarey, il territorio e le istituzioni. Attraverso percorsi condivisi, anche sostenuti dalla Regione Toscana, si è investito nella formazione delle lavoratrici e dei lavoratori, creando competenze altamente specializzate che oggi rappresentano un patrimonio per tutta la provincia. Per questo chiediamo all'azienda un atto di responsabilità: non si possono disperdere professionalità costruite in anni di investimenti e collaborazione. Salvaguardare questi posti di lavoro significa salvaguardare un patrimonio industriale che in pochi possono vantare sul nostro territorio", ha commentato.
Sulla vertenza è intervenuta anche la segretaria comunale dei Giovani Democratici di Pisa, Federica Sacco. "Questa è una crisi che riguarda direttamente anche la nostra generazione. Quando un territorio perde industrie come Dumarey perde la possibilità di offrire ai giovani lavoro stabile, qualificato e tutelato. Il settore automotive e metalmeccanico rappresenta ancora oggi uno degli sbocchi occupazionali con le migliori garanzie contrattuali e sindacali. Se queste aziende chiudono o si ridimensionano, a tanti ragazzi e ragazze, soprattutto a chi dopo il diploma decide di entrare subito nel mondo del lavoro, rimangono quasi esclusivamente occupazioni nel turismo o nella ristorazione, spesso più precarie e meno tutelate", ha detto.