Alla fine sono scattati i licenziamenti e il conseguente sciopero. Le Rsu Dumarey-Manpower hanno proclamato uno sciopero immediato, dalle 17 di Lunedì 20 Luglio fino a tutti i turni di Martedì 21 Luglio, dopo il terzo incontro di monitoraggio dell'accordo dell'8 Aprile tra azienda, organizzazioni sindacali, Regione Toscana e Unione Industriali. Al centro della protesta la decisione dell'azienda di procedere con il licenziamento di 35 lavoratori in staff leasing, scelta che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, disattende gli impegni assunti pochi mesi fa.
Nel comunicato diffuso al termine dell'incontro, la rappresentanza sindacale afferma che "l'Azienda ha confermato l'intenzione di non rispettare l'accordo di gestione del personale somministrato, in pratica disdettando l'accordo con Regione Toscana, per cui 35 lavoratori in staff leasing verranno licenziati". Secondo la Rsu, "questo pare solo l'inizio di un percorso di ristrutturazione, che va immediatamente fermato". Per questo motivo è stato proclamato lo sciopero e annunciato che "domani valuteremo la prosecuzione delle mobilitazioni".
Sulla vicenda interviene anche il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, che esprime vicinanza ai lavoratori coinvolti nella mobilitazione.
"Sono vicino alle lavoratrici e ai lavoratori della Dumarey, oggi in sciopero e in corteo per difendere il proprio posto di lavoro e il futuro di un presidio industriale strategico per tutto il territorio pisano. La decisione di lasciare a casa 35 persone dal 31 luglio deve essere immediatamente ritirata", ha detto Mazzeo.
Il consigliere regionale richiama poi l'accordo sottoscritto nei mesi scorsi con istituzioni e sindacati.
"Quello che sta accadendo è ancora più grave perché l'azienda, soltanto pochi mesi fa, aveva sottoscritto con le organizzazioni sindacali e la Regione Toscana un accordo per salvaguardare i 93 lavoratori in staff leasing, garantendo il ricorso agli ammortizzatori sociali fino alla fine del 2026. Un cambio nei vertici o nelle strategie aziendali non può cancellare con un colpo di spugna gli impegni assunti davanti ai lavoratori e alle istituzioni", ha aggiunto.
Mazzeo sottolinea inoltre il peso occupazionale della realtà industriale sul territorio. "Non siamo davanti a una vertenza marginale. Negli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado sono coinvolti oltre 800 lavoratrici e lavoratori, con altrettante famiglie che chiedono certezze. È in discussione il futuro di un intero polo produttivo e di un settore, quello della componentistica automotive, che deve essere accompagnato nella transizione tecnologica con investimenti e una vera prospettiva industriale, non con licenziamenti e precarietà", ha commentato.
Il vicepresidente del Consiglio regionale richiama infine anche il tema dei finanziamenti pubblici ricevuti dall'azienda. "Dumarey, inoltre, ha beneficiato di importanti finanziamenti pubblici nazionali, regionali ed europei destinati alla ricerca, all'innovazione e agli investimenti industriali. Quelle risorse non sono assegni in bianco: devono produrre sviluppo, rilancio produttivo e buona occupazione. Non è accettabile ricevere il sostegno della collettività e poi scaricare sui lavoratori il costo delle difficoltà e delle scelte aziendali".
"La regola deve essere semplice e non negoziabile: gli accordi si rispettano, i finanziamenti pubblici devono tutelare il lavoro e la transizione industriale non può essere pagata dalle persone più precarie. I 35 licenziamenti devono essere fermati e deve essere garantito il futuro di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori coinvolti", ha concluso Mazzeo.