Il centrocampo come presente, gli infortuni da lasciarsi alle spalle e la voglia di trovare continuità. Tomas Esteves si racconta dalla sala stampa dell’Arena Garibaldi, ripercorrendo le difficoltà delle ultime stagioni e guardando alla trasferta di Vicenza. Il portoghese sente di poter dare un contributo al Pisa e indica nella crescita delle ultime settimane il segnale più incoraggiante.
“Mi sento bene, gli infortuni che ho avuto sono ormai alle spalle. Quest’anno, tranne qualche piccolo problema muscolare, mi sono sempre allenato e mi sento bene”, ha detto Esteves.
Il lavoro quotidiano lo sta portando a consolidare la posizione in mezzo al campo. Una strada aperta durante la gestione Aquilani e ripresa in questa stagione, pur mantenendo la disponibilità a cambiare compiti secondo le necessità della squadra.
“Quest’anno quasi sempre il mister mi ha provato a centrocampo. L’avevo già fatto in passato e sono contento e disponibile per giocare ovunque”, ha spiegato. Un percorso che il lungo stop aveva interrotto proprio mentre stava prendendo forma: “Mister Aquilani fu il primo a provarmi lì, poi mi feci male e sono stato tanto tempo fuori. Quando sono rientrato ero un po’ in difficoltà perché mi mancava il ritmo partita. Anche a Bari mi serviva per tornare a sentirmi me stesso”.
L’esperienza pugliese gli ha permesso di ritrovare il campo, ma ha lasciato anche il peso della retrocessione. “A Bari ho giocato ed è stato positivo tornare in forma, ma non è andata bene perché siamo retrocessi e abbiamo fatto male soprattutto come squadra. È un rammarico che ho”, ha commentato Esteves.
Nel recupero è stato importante il sostegno dello spogliatoio nerazzurro. “Ci sono stati momenti più duri e più facili. Quando sono rientrato a Pisa, per finire gli ultimi mesi del recupero, è stato molto più facile. I compagni mi hanno aiutato tanto”.
Adesso le sensazioni sono diverse. “In Puglia ho giocato ancora più avanti a centrocampo, mentre quest’anno mi sto trovando molto meglio. Penso che sia importante per sviluppare ciò che avevo iniziato due anni fa. Sento che ogni settimana sto crescendo. Sto migliorando”.
Tra gli aspetti sui quali lavorare c’è anche la gestione del pallone. Alla domanda sulla tendenza a trattenerlo troppo, Esteves ha risposto: “Passo di più la palla, la tengo meno per me stesso. Va trovato un equilibrio in tutte le cose”.
Il discorso si allarga poi al Pisa e alla difficoltà di prendere in mano le partite prima di subire un gol. Esteves riconosce il problema: “Non so spiegarlo, ma è vero, non stiamo facendo come dobbiamo. In questa sosta abbiamo lavorato per prendere noi il controllo della partita”. Un lavoro svolto, per quanto lo riguarda, sempre nella stessa zona del campo: “Ho sempre lavorato a centrocampo, ma se c’è bisogno di fare un altro ruolo sono pronto”.
Non sono mancati i riferimenti ai compagni. Le parole di Caracciolo, che lo aveva indicato come il giocatore più forte del Pisa, lo hanno colpito: “Antonio mi vuole troppo bene, mi fece molto piacere quell’intervista. Non so che dire. Cerco di dimostrare il mio meglio in campo”.
Con Rao, invece, il rapporto è nato a Bari ed è proseguito in nerazzurro. “Mi colpì molto fin da quando l’ho conosciuto. È un ragazzo forte che secondo me ha un grande futuro davanti. Quando c’è stata la possibilità che potesse venire a Pisa ci siamo sentiti e gli dissi che lo aspettavamo”.
Ora l’attenzione è sulla ripresa del campionato. A Vicenza, Esteves si aspetta una prova impegnativa: “Sarà molto difficile, contro una squadra molto forte. In Serie B nessuna partita è facile. In queste tre settimane abbiamo lavorato bene per fare una grande partita sabato”.