Cronaca

Fermato il detenuto evaso dall’ospedale

Un detenuto psichiatrico del carcere di Volterra è fuggito giovedì dall’SPDC. Fermato in poche ore dalla Penitenziaria alla Stazione

È durata solo poche ore la fuga del detenuto di origini somale evaso giovedì pomeriggio dal reparto di Psichiatria dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa. Ricoverato in regime di piantonamento presso l’SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura), l’uomo era in carico al carcere di Volterra e affidato alla sorveglianza della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Pisa.

Il detenuto è stato rintracciato e bloccato dagli agenti del reparto penitenziario del Don Bosco nella stessa serata, nei pressi della Stazione Centrale di Pisa. Una cattura rapida, frutto della prontezza degli operatori, a cui la segreteria provinciale Al.Si.P.Pe ha voluto esprimere il proprio plauso: "Un applauso va sempre e comunque agli agenti penitenziari che, con la professionalità e lo spirito di sacrificio che sempre li contraddistingue, sono riusciti a catturare il fuggitivo e lo hanno riportato nella struttura ospedaliera per continuare il percorso terapeutico".

L’episodio ha però riaperto un tema delicato legato alla gestione dei detenuti con fragilità psichiatrica. Il sindacato ha posto una domanda precisa, "Perché un detenuto psichiatrico, autore di numerosi reati, si trova ricoverato presso un ospedale civile, a contatto con pazienti non detenuti, invece che in una REMS?".

L’SPDC, si legge nella nota, non è strutturalmente adatto a ospitare detenuti psichiatrici, soprattutto per via della natura aperta dei reparti e dell’impossibilità di garantire una sorveglianza continua. "Presso l’SPDC la sorveglianza costante di un soggetto detenuto è pressoché inattuabile: porte aperte, personale sanitario che entra ed esce dalle stanze senza alcun controllo, pazienti che creano distrazioni", ha spiegato la segreteria pisana.

Alla base del problema, secondo Al.Si.P.Pe, ci sarebbe anche la cronica carenza di organico nei nuclei traduzione e nei reparti detentivi. "Effettuano turni estenuanti, anche di otto ore, presso un reparto inadeguato ad ospitare soggetti detenuti psichiatrici", si legge nel documento. Da qui l’ennesima richiesta all’Amministrazione penitenziaria: "Integrazione del personale e revisione delle politiche di gestione dei detenuti ad alta criticità".