Sul tema delle concessioni balneari e delle future gare per gli stabilimenti del litorale pisano intervengono Sergio Sighieri, presidente Cna Balneari, e Gianluca Gambini, Responsabile Comitato Futuro Nazionale del Litorale, che chiedono maggiore chiarezza normativa e invitano a evitare accelerazioni considerate premature con un comunicato a quattro mani.
“Da alcuni giorni circola un articolo sui social nel quale si mette l’accento, anzi si imputa al Comune, un atteggiamento di immobilismo relativamente all’organizzazione delle gare per gli stabilimenti balneari del litorale. Vorremmo dire la nostra per spiegare meglio lo stato delle cose”, hanno scritto.
Nel documento i due autori spiegano di condividere soltanto una parte delle critiche rivolte all’amministrazione. “Diciamo subito che condividiamo una cosa sola con chi ha presentato il question time: il Comune deve chiarire le proprie intenzioni. Sul resto, abbiamo parecchio da obiettare”.
Secondo Sighieri e Gambini, il quadro normativo non sarebbe ancora definito in maniera sufficiente per consentire una fase operativa vera e propria. “Il decreto-legge n. 32/2026 non apre nessuna ‘fase operativa’, come si afferma nell’articolo. L’art. 8 impone al Ministero delle infrastrutture di sottoporre alla Conferenza Unificata uno schema di bando tipo entro trenta giorni: annuncia lo strumento, non lo produce”.
Nel testo viene evidenziato anche il rischio di aprire contenziosi amministrativi in assenza di regole chiare. “Il percorso verso le gare non è ‘già tracciato’: è ancora in larga parte da costruire, e farlo male, con bandi difformi, criteri ambigui, indennizzi non quantificabili, significa aprire la porta a ricorsi infiniti”.
A sostegno della loro posizione vengono citati anche alcuni casi nazionali. “I casi di Ostia, Lignano e Sarzana, dove il contenzioso amministrativo ha già paralizzato la gestione degli arenili a ridosso della stagione, non sono eccezioni: sono l’anteprima di ciò che accade quando si corre senza regole certe”.
I due firmatari sottolineano poi un altro aspetto ritenuto decisivo: le tempistiche previste dalla normativa. “Va corretto anche un dato preciso: l’obbligo di avviare le gare scade il 30 giugno 2027, non il 30 settembre, che è invece il termine di efficacia delle concessioni prorogate”.
Nel documento si richiama anche il peso economico e sociale del comparto balneare sul territorio pisano. “A Pisa ci sono circa cento stabilimenti balneari: oltre trecento famiglie che vivono direttamente di questo lavoro, più altrettante come dipendenti. Non parliamo di rendite: parliamo di imprese familiari costruite in decenni, con investimenti propri e rischio imprenditoriale reale”.
Sighieri e Gambini intervengono inoltre sul tema dei presunti conflitti di interesse legati ai consulenti di Confcommercio e ad alcune figure di Pisamo e Patrimonio Pisa. “Chiarezza sì, ma applicata in modo simmetrico. Le gare devono essere trasparenti per tutti, non uno strumento che penalizzi chi ha già investito sul territorio”.
Infine il documento affronta anche il tema delle Salinas di Calambrone e più in generale della visione sul futuro del litorale. “Sulla Salinas di Calambrone e sull’assenza di una visione complessiva del litorale possiamo concordare, ma è un tema che merita una discussione separata, non di essere usato come ulteriore argomento contro l’amministrazione in un testo sulle concessioni demaniali”.
La conclusione è affidata a un invito al confronto pubblico e alla prudenza. “Mescolare i due piani non aiuta la chiarezza che si dice di voler ottenere. Un confronto pubblico vero è auspicabile: ma deve partire da dati corretti. E la fretta, in questo caso, non è una virtù”.