Sale la tensione all’aeroporto Galilei. Le segreterie sindacali di settore hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori, dopo una lunga serie di episodi critici culminati, il 1° Gennaio, con una grave aggressione a una dipendente addetta all’imbarco.
“È inaccettabile che una lavoratrice venga aggredita sul luogo di lavoro e che, a distanza di settimane, non vi sia stata alcuna risposta concreta da parte delle aziende e delle istituzioni”, hanno scritto in una nota congiunta le organizzazioni sindacali aeroportuali.
I sindacati lamentano l’assenza di ogni confronto nonostante le richieste ufficiali d’incontro già avanzate nei giorni successivi all’episodio. Una mancanza che, a loro giudizio, dimostra un atteggiamento di disinteresse nei confronti della sicurezza e della dignità dei lavoratori.
In assenza di riscontri, le sigle sindacali annunciano l’avvio delle procedure di raffreddamento, primo passo verso un’eventuale fase di mobilitazione che potrebbe coinvolgere tutto lo scalo.
Nel mirino, oltre all’escalation di comportamenti violenti, anche la gestione complessiva della sicurezza negli spazi aeroportuali, considerata non adeguata rispetto al volume di passeggeri e alla pressione a cui è sottoposto il personale.
Lo stato di agitazione riguarda tutti i comparti, dal check-in ai servizi di rampa, e si inserisce in un contesto già segnato da carenze strutturali e organici sotto stress.
I sindacati chiedono l’apertura immediata di un tavolo con Toscana Aeroporti e con le autorità competenti per individuare soluzioni rapide ed efficaci. In caso contrario, fanno sapere, la protesta potrebbe estendersi con ulteriori iniziative nei prossimi giorni.