I numeri crescono, ma meno della media nazionale presa come riferimento. Sei realtà pisane intervengono sui dati del traffico aeroportuale relativi al primo semestre del 2026 e invitano a ridimensionare i toni usati nel presentare i risultati del sistema toscano.
Secondo la loro lettura delle statistiche di Assaeroporti, condotta escludendo i bacini di Milano e Roma, l’aumento medio nazionale dei passeggeri sarebbe pari al 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il Galilei di Pisa si fermerebbe al 6,4%, mentre Firenze registrerebbe un incremento del 5,2%. I due scali insieme avrebbero movimentato 4.793.706 passeggeri, con una crescita del 5,9%.
Il documento riporta anche al centro della discussione la posizione dei soci pubblici e la questione dell’Imu sugli immobili commerciali di TA. I firmatari sostengono di non avere ricevuto chiarimenti dalla Regione e chiamano in causa l’assessore Filippo Boni anche per le riserve inserite nel bilancio della società.
Il comunicato congiunto è sottoscritto dal Comitato Piccoli Azionisti T.A., dall’Associazione degli Amici di Pisa, dall’Associazione Ponte di Mezzo, dal Movimento O.P.I., dall’Associazione Madre Terra Nostra e dalla Compagnia di Calci. A firmare la missiva è Franco Ferraro, presidente dell’Associazione degli Amici di Pisa.
Nel comunicato i firmatari hanno scritto:
"Analizzando i dati Assaeroporti nazionali del 1° semestre 2026 ed escludendo i 2 bacini di utenza dei veri HUB intercontinentali di MILANO e ROMA, si evince che l’incremento medio semestrale nazionale 2026, dei passeggeri trasportati, sul 1° semestre 2025, è del +7.5%.
Sollecitati dalle euforiche dichiarazioni mensili e semestrali, che fanno di TA un punto di riferimento del trasporto aereo nazionale, siamo entrati nel merito degli incrementi semestrali degli aeroporti nazionali e riscontriamo che Torino ( + 17,3% - effetto olimpiadi ) ed Olbia ( + 11.7%) e Bari ( + 11,4% ), fanno la parte del leone, laddove Pisa ( + 6,4%) e Firenze ( + 5,2%) insieme, con 4.793.706 passeggeri ( + 5,9%), devono inseguire il citato incremento del + 7.5% medio nazionale.
Ricordiamo ai soci pubblici, silenti anche sull’IMU non incassata, che il solo Galilei, prima della fusione col Vespucci, era nella Top ten della classifica nazionale, comprendente anche Fiumicino e Malpensa ed affiancava ai voli low cost anche voli intercontinentali e che ora, a fronte del piatto di lenticchie dei dividendi percepiti, non incassano da tempo l’IMU su immobili commerciali di TA, IMU che invece pagano tutti i cittadini ed anche la Chiesa e che nessun chiarimento richiesto è stato fornito dalla Regione al riguardo ed in particolare dall’Assessore Filippo Boni, sulle adeguatezze delle riserve messe a bilancio da TA."