L'Ordine degli Assistenti Sociali della Toscana si schiera al fianco delle assistenti e degli assistenti sociali dei servizi territoriali della Zona Pisana, che hanno proclamato uno sciopero di 24 ore per il prossimo 10 Novembre. Al centro della protesta la carenza di personale e le conseguenze che, secondo l'Ordine, questa situazione sta producendo sulla qualità dei servizi e sulle condizioni di lavoro.
“Nel balletto di responsabilità e ritardi delle amministrazioni dell’ex Società della Salute Pisana sono a rischio i bisogni delle persone, la qualità del lavoro del Servizio Sociale, la sicurezza dei professionisti, il rispetto della legge dello Stato. Per questo l’Ordine della Toscana è a fianco delle e degli assistenti sociali dei servizi territoriali della Zona Pisana, che da oltre un anno e mezzo segnalano una situazione ormai insostenibile. E chiede: un piano concreto di rafforzamento degli organici, con tempi definiti per le assunzioni necessarie; la verifica delle risorse disponibili e del loro effettivo utilizzo”, ha detto la presidente Rosa Barone a nome del Croas Toscana.
Secondo l'Ordine, lo scioglimento della Società della Salute Pisana e il successivo periodo di incertezza sul riassorbimento del personale nei singoli enti avrebbero lasciato il servizio con una grave insufficienza di organico. Il Croas sostiene che siano presenti circa la metà dei professionisti necessari e richiama il parametro di un assistente sociale ogni 5mila abitanti, con un obiettivo di servizio di uno ogni 4mila.
“La situazione è insostenibile e incomprensibile anche alla luce di risorse disponili e non spese – ha aggiunto il Croas – Il Servizio Sociale non può e non deve lavorare nell’emergenza: la carenza di professioniste e professionisti riduce il tempo da dedicare all'ascolto, al sostegno e all'accompagnamento delle persone e delle famiglie, allunga i tempi di attesa, rende difficile definire e attuare progetti individualizzati, accumula ritardi nelle relazioni destinate all'Autorità giudiziaria, mette a rischio la sicurezza delle assistenti sociali a diretto contatto con le persone che non trovano risposte ai loro diritti”.
L'Ordine regionale chiede quindi un piano concreto di rafforzamento degli organici, con tempi definiti per le assunzioni e una verifica delle risorse disponibili, sottolineando che qualsiasi scelta organizzativa dovrà garantire “servizi sociali adeguati e sicuri, a tutela dei diritti dei cittadini”.