Si è concluso a Pisa, nella prestigiosa cornice della Domus Mazziniana, il tour dello spettacolo “Il Suono del Risorgimento”, che dopo le tappe di Chiavari e Camogli ha trovato il suo approdo finale proprio a Pisa, nell’anniversario della morte di Simone Schiaffino, avvenuta il 15 maggio 1860 durante la battaglia di Calatafimi.
Una chiusura particolarmente significativa, che ha simbolicamente ricongiunto due figure del Risorgimento italiano: Simone Schiaffino e Giuseppe Mazzini, accomunati non solo dagli ideali patriottici, ma anche dalla profonda passione per la musica e per la chitarra. Proprio alla Domus Mazziniana è infatti conservata la prima chitarra appartenuta a Mazzini, testimonianza del legame che il grande patriota genovese nutriva verso la musica.
Lo spettacolo ha alternato narrazione storica e brani musicali eseguiti dal vivo, riportando il pubblico nell’atmosfera del XIX secolo attraverso musiche di Paganini, Giuliani, Legnani, Carulli e altri compositori legati alla tradizione chitarristica ottocentesca.
Al centro della serata la figura di Simone Schiaffino, giovane patriota camogliese tra i protagonisti della Spedizione dei Mille, raccontato non soltanto come eroe garibaldino, ma soprattutto nella sua dimensione umana: un ragazzo dai grandi ideali, dalla mentalità aperta, allegro e scanzonato, protagonista di scherzi memorabili e bravate che ancora oggi fanno parte della memoria popolare. Dalle serenate improvvisate sotto i balconi alle burle notturne, fino agli episodi più avventurosi della sua vita marinara, il pubblico pisano ha potuto conoscere per la prima volta un ritratto inedito e vivace di Schiaffino.
Accanto alla sua natura guascona è emerso però anche il suo straordinario coraggio: come nell’episodio ricordato durante la narrazione in cui, nel porto di Sebastopoli, si sarebbe tuffato tra le imbarcazioni per salvare un giovane destinato a morire schiacciato dal rollio delle navi. Lo spettacolo ha così restituito il volto autentico di una generazione risorgimentale fatta di entusiasmo, ideali, amicizie, musica e spirito d’avventura, fino al sacrificio finale di Calatafimi, dove Schiaffino cadde difendendo il tricolore tra le file garibaldine.
Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio tra parole e musica sono stati Jacopo Figini, voce narrante e autore del testo, insieme ai musicisti Aurora Orsini e Gabriele Nicotra.
“Per me è motivo di orgoglio aver contribuito a riportare in vita le musiche dell’Ottocento in una cornice così prestigiosa come la Domus Mazziniana, ultima dimora dove ha vissuto Mazzini – ha sottolineato la chitarrista Aurora Orsini, già organizzatrice nel 2025 della rassegna musicale ‘La chitarra al tempo di Mazzini’ –. Questa serata ha unito simbolicamente due anime del Risorgimento italiano: quella di Mazzini e quella di Schiaffino, entrambi legati dalla musica, dalla chitarra e da una stessa idea di libertà. Vedere una partecipazione così sentita del pubblico dimostra quanto queste storie siano ancora vive e capaci di parlare anche alle nuove generazioni. Attraverso la musica e la narrazione abbiamo voluto restituire non solo l’eroismo, ma anche l’umanità di quei giovani patrioti che hanno contribuito a costruire l’Italia”.