La manifestazione richiama pubblico, ma la scelta di ospitare le griglie in piazza dei Cavalieri continua a dividere. Alla polemica sulla finale nazionale di The Golden Steak, il campionato dedicato alla cottura della bistecca con l’osso, si aggiungono nuove prese di posizione.
A parlare il consigliere comunale del Pd Marco Biondi e il capogruppo di Sinistra Unita per Pisa Luigi Sofia.
La prima giornata ha comunque richiamato numerosi visitatori, centrando l’obiettivo degli organizzatori, Confcommercio Pisa e FederCarni Toscana. Accanto alla partecipazione sono arrivate però anche segnalazioni per il fumo e gli odori prodotti dalle griglie, percepiti nelle abitazioni vicine. Alcuni residenti avrebbero dovuto tenere chiuse le finestre.
Tra le alternative indicate da chi contesta la sede dell’evento c’è anche il nuovo parco della Cittadella, considerato uno spazio centrale ma meno delicato dal punto di vista storico e monumentale. Sono stati sollevati inoltre interrogativi sul percorso autorizzativo necessario per utilizzare un’area sottoposta a vincoli e tutele.
Marco Biondi ha chiarito di non essere contrario alla manifestazione, agli organizzatori o alla promozione delle attività economiche. La sua critica riguarda la collocazione.
“Una città d’arte dovrebbe interrogarsi anche sul luogo in cui decide di mettere in scena i propri eventi”, ha detto Biondi.
“Sabato e domenica Pisa ospiterà la finale nazionale di The Golden Steak, il campionato italiano dedicato alla cottura della bistecca con l’osso, con squadre in gara, bracieri, griglie e, naturalmente, l’ambita Mannaia d’Oro. Un’iniziativa pensata per attirare pubblico e visitatori e che rientra nella volontà di animare il centro cittadino attraverso manifestazioni legate alla gastronomia e al commercio. Sia chiaro: non ho nulla contro gli organizzatori, né contro le associazioni di categoria che fanno legittimamente il loro mestiere e cercano di promuovere le attività economiche e le eccellenze del territorio. E non ho certamente nulla contro la bistecca, che appartiene alla nostra cultura gastronomica molto più di tante altre cose che celebriamo con maggiore solennità. La questione che vorrei porre riguarda esclusivamente la scelta del luogo”.
“Era davvero necessario scegliere piazza dei Cavalieri? La domanda non nasce dalla contrarietà agli eventi nel centro storico, né dall’idea che le piazze monumentali debbano essere trasformate in spazi intoccabili. Una città d’arte che non sappia essere vissuta rischia di diventare lentamente un fondale, e Pisa ha invece bisogno di essere attraversata, abitata e frequentata. Proprio per questo, però, credo che ogni manifestazione debba essere valutata anche in rapporto al luogo che la ospita e non soltanto in base alla sua capacità di attirare persone”.
Biondi ha ricordato il valore storico e architettonico della piazza, segnata dalla trasformazione cinquecentesca affidata a Giorgio Vasari e dalla presenza del Palazzo della Carovana, del Palazzo dell’Orologio e della chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri.
“Davanti a una manifestazione che prevede un’area dedicata alla cottura della carne, con griglie e bracieri collocati nel cuore di questo complesso monumentale, credo sia legittimo chiedersi se non esistesse un altro spazio altrettanto centrale, visibile e capace di accogliere un evento di questo tipo senza sovrapporsi così direttamente al carattere del luogo”, ha aggiunto.
Secondo il consigliere non si tratta di contrapporre cultura e commercio, ma di stabilire criteri più attenti nella scelta degli spazi.
“Non c’è nessuna guerra alla bistecca, nessuna ostilità verso il commercio e nessuna pretesa di sottrarre vita al centro storico. C’è piuttosto la richiesta di un criterio, di un’idea di città nella quale gli eventi non vengano semplicemente appoggiati negli spazi disponibili, ma siano pensati in relazione alla storia, all’architettura e alla funzione dei luoghi che li accolgono”.
“La bistecca potrà essere eccellente, la competizione prestigiosa e la Mannaia, naturalmente, d’oro. Ma davanti al Palazzo della Carovana, tra le architetture vasariane e le statue cinquecentesche, una domanda rimane, forse più semplice di tutte le altre: davvero non avevamo un altro posto dove mettere una griglia?”, ha concluso Biondi.
Luigi Sofia concentra invece la propria critica sulla funzione sociale della piazza e sulle politiche adottate negli ultimi anni per limitare la presenza serale di giovani e studenti.
“Una volta piazza dei Cavalieri era piena di studentesse e studenti. Ragazze e ragazzi che quella piazza la abitavano ogni giorno, prima e dopo l’università, tornando dalla mensa o la sera. Si incontravano lì senza dover comprare niente, senza prenotare un tavolo e senza pagare un biglietto. Semplicemente, stavano insieme”, ha detto Sofia.
Il capogruppo di Sinistra Unita per Pisa è tornato anche sull’impiego delle idropulitrici durante le ore serali, introdotto nel 2023 nell’ambito delle misure contro il bivacco.
“Poi sono arrivate le idropulitrici. Dal 2023 sono stati spesi soldi pubblici per lavare la piazza proprio nelle ore serali e rafforzare l’ordinanza anti-bivacco. Un’operazione rivolta prima di tutto contro i poveri, che contestammo in tanti per ciò che rappresentava politicamente e per lo sperpero di denaro pubblico. Lo stesso vale per gli steward delle agenzie private impiegati per controllare bambini e giovani che vivono piazza della Pera”, ha aggiunto Sofia.
“Adesso la transizione è completata. La piazza viene riempita dalle griglie del Campionato italiano della bistecca, patrocinato e sostenuto dal Comune. E quale luogo migliore di piazza dei Cavalieri per mettere in scena identità, braci ardenti e una certa idea muscolare di convivialità, al costo di un pezzo di carne? Dalla piazza degli studenti e delle studentesse al tempio della bistecca: anche l’egemonia culturale, evidentemente, passa dalla griglia”.
“La piazza non è mai stata soltanto una straordinaria cartolina del patrimonio artistico e culturale di Pisa. È stata per generazioni uno spazio di incontro, di relazioni, di discussione e di vita. Un luogo abitato da chi nasce a Pisa e dalle migliaia di ragazze e ragazzi che arrivano qui per studiare, conoscere, innamorarsi, discutere e costruire il proprio futuro”, ha concluso Sofia.