Dieci anni di incontri, confronto e pensiero critico. Oggi alle 10, alla Biblioteca dei Cappuccini di San Giusto, il Centro Studi I Cappuccini celebra il suo primo decennio con una mattinata di riflessione pubblica, promossa dalle Acli provinciali di Pisa insieme alle cooperative “Il Simbolo” e “Aforisma”. Non un evento commemorativo, ma un’occasione per guardare avanti, partendo da ciò che è stato costruito nel tempo con l’impegno di tante realtà del territorio.
Interverranno l’arcivescovo di Pisa Saverio Cannistrà, il presidente nazionale delle Acli Emiliano Manfredonia e Tommaso Greco, docente di filosofia del diritto all’Università di Pisa. A moderare l’incontro sarà il giornalista Francesco Paletti. Dopo i saluti istituzionali, sono previsti gli interventi di Andrea Valente, presidente delle Acli di Pisa, di Alberto Grilli per la cooperativa “Il Simbolo” e di Grazia Ambrosino per “Aforisma”.
Durante l’evento sarà presentato anche il volume “Il Coraggio della Pace”, realizzato per celebrare il decennale e raccogliere alcune delle esperienze e delle riflessioni maturate in questo percorso.
“In questi anni il Centro Studi I Cappuccini è potuto nascere, crescere e trasformarsi grazie a una scommessa condivisa – ha detto Andrea Valente – quella di credere che il pensiero, il confronto e la formazione popolare siano ancora oggi un servizio essenziale alla comunità. Un servizio reso innanzitutto alla città di Pisa, ma capace di parlare a un territorio più ampio”.
Nato nel 2015, il Centro ha ospitato decine di incontri, promuovendo una cittadinanza attiva e consapevole, con una proposta culturale capace di unire diverse sensibilità. L’ex convento dei Cappuccini, riaperto e valorizzato grazie a questo progetto condiviso, si è trasformato in un punto di riferimento per chi cerca spazi di ascolto, dialogo e formazione accessibili, senza etichette e aperti alla città.
"Dieci anni rappresentano un traguardo significativo – ha aggiunto Valente – un tempo maturo per fare verifica, per leggere con onestà il cammino percorso, e soprattutto per ripartire con slancio ed entusiasmo, senza smarrire le ragioni profonde che hanno dato origine a questa esperienza". Un’esperienza che oggi guarda al futuro, con lo stesso spirito con cui è nata: “una scuola di formazione popolare per guardare avanti”