Una stanza singola a Pisa costa in media 364 euro al mese, spese escluse. Il prezzo è cresciuto del 10,7% in un anno, mentre il dato nazionale è sceso del 6,2%. Numeri che abbiamo pubblicato su Qui News Pisa negli scorsi giorni.
Da questi dati parte la presa di posizione di Diritti in Comune, che interviene dopo l’inaugurazione della Tower Student House di via Alessandro Della Spina. La coalizione, formata da Una città in comune e Rifondazione Comunista, ha definito l’operazione "Il bluff degli Student Hotel" e ha contestato la linea della giunta Conti.
Nel comunicato vengono richiamate le parole attribuite al sindaco, secondo il quale l’iniziativa privata "alza l'asticella della qualità" e "calmiera il mercato". Una lettura respinta dalla coalizione, che collega invece l’ingresso dei grandi operatori a un "effetto ancoraggio" capace di spingere verso l’alto anche gli altri canoni.
Il primo caso preso in esame è quello della Tower Student House. "Con un marketing patinato e prezzi che arrivano a 785 euro al mese per una camera doppia, pari a 392,50 euro a testa per un singolo posto letto, condividere una stanza in uno student hotel costa oggi più di quanto costasse una stanza singola sul mercato privato appena un anno fa", ha scritto Diritti in Comune.
La coalizione si è soffermata anche sulla proprietà della struttura, indicata nella Real Tower Estate, società del Gruppo Musta. Secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato, alla guida dell’azienda figura Aleks Kapllaj, candidato al Consiglio comunale nel 2023 con Fratelli d’Italia a sostegno di Michele Conti. È questo il passaggio che Diritti in Comune ha definito la "svolta" celebrata dall’amministrazione.
L’analisi si allarga quindi agli altri studentati privati previsti o in costruzione. Nel conteggio della coalizione rientrano la Paradisa, con circa 500 posti e consegna prevista a Marzo 2027, l’intervento di Porta a Mare, con 372 posti previsti entro Luglio 2027, l’ex Caserma Artale, con 200 posti, e l’ex sede Aoup di via Zamenhof, con altri 150.
A questi si aggiungono Palazzo Leoncini, l’ex Intendenza della Guardia di Finanza, l’ex Dipartimento di Chimica e l’ex Caserma San Vito. La stima avanzata da Diritti in Comune supera così i 1.300 posti letto privati, a fronte di 1.680 posti pubblici disponibili a Pisa attraverso il sistema regionale del diritto allo studio.
La coalizione ha chiesto lo "stop ai cambi di destinazione d'uso" previsti nel Piano operativo comunale, insieme alla "requisizione e al recupero pubblico del patrimonio immobiliare sfitto, svenduto o abbandonato". Tra le richieste figurano anche il calmieramento dei canoni e regole più rigide per gli affitti brevi.
"Il Diritto allo Studio è un diritto costituzionale e non una merce di lusso: Pisa deve tornare a essere una città accogliente e accessibile per chi ci vive e per chi viene a studiare, non un campus privato per soli facoltosi", ha concluso Diritti in Comune.