Una lettera aperta, firmata da oltre il 30% del personale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è stata inviata al Presidente, al CdA e al Consiglio Scientifico dell’ente. L’iniziativa è partita da un gruppo di ricercatori e dipendenti, tra cui alcuni della sezione di Pisa, dopo l’uccisione dell’attivista palestinese Awdah Hathaleen e l’aggravarsi della crisi nella Striscia di Gaza.
Il testo chiede una presa di posizione chiara sulle "gravissime e documentate violazioni dei diritti umani da parte del governo israeliano", riportando le recenti risoluzioni delle Nazioni Unite.
I firmatari sollecitano l’INGV a sospendere ogni cooperazione con enti legati al governo di Israele, compreso il bando MAECI, e a promuovere invece iniziative con accademici e ricercatori palestinesi e israeliani impegnati contro il conflitto.
"Crediamo che l’INGV, in quanto ente pubblico di ricerca, abbia una responsabilità diretta nel garantire coerenza tra attività scientifica, etica e diritto internazionale", hanno scritto.