Sky Sport 24 ha trasmesso alle 12.30 l’intervista ad Alexander Knaster, patron del Pisa, anticipata in parte già nei giorni scorsi. Il contributo sarà riproposto anche nel resto della giornata sull’emittente satellitare. Nel corso del colloquio, Knaster ha toccato diversi temi, dal suo modo di intendere il calcio fino alla visione sul futuro del club.
Che rapporto ha con la città di Pisa? Qual è il suo posto preferito qui? Tanti suoi connazionali la visitano.
"È vero, ci sono molti cittadini statunitensi ma si fermano di solito solo per una giornata. Io adoro Pisa, la frequento da oltre 20 anni. Anche se il mio luogo preferito rimane lo stadio"
Dal suo arrivo sono stati investiti più di 100 milioni di euro, non solo nei trasferimenti ma anche nella gestione e nelle infrastrutture. Sono giorni importanti anche per il centro di allenamento, con un investimento di 40 milioni. Quanto crede in questo progetto?
"Direi che la parola chiave è 'investimento'. Nel calcio non è difficile perdere o sprecare soldi. Quello che cerco di fare invece è investire, inteso come costruire qualcosa. Ci sono esempi nel calcio, anche in Italia, in cui gli investimenti hanno trasformato piccoli club in realtà molto più grandi e solide"
Il progetto, tra l'altro, è molto bello..."
Grazie. Per ora è solo un pezzo di terra. Provi a tornare tra due anni... (ride, ndr)"
Appunto, si guarda già al 2027. Quali sono i suoi piani per il futuro?
"La vita è qualcosa che accade mentre fai progetti. È difficile prevedere il futuro. Sicuramente avremo ottime strutture, infrastrutture solide, una squadra eccellente e una buona gestione. I risultati, però, sono più difficili da programmare. Pianificare è facile, poi però conta il campo"
Parliamo del momento del calcio italiano. È un periodo complicato, con la mancata qualificazione al Mondiale per la terza volta consecutiva e i risultati negativi nelle coppe europee. Ha ancora un appeal per gli investitori?
"Direi che c’è ancora molto entusiasmo nell'investire. Molti investitori vedono grandi opportunità qui. Tuttavia, il calcio italiano in alcune cose non è stato gestito bene, e i risultati lo dimostrano in questo momento. Guardiamo all’Inghilterra: stessa popolazione ed economia, eppure gli stadi sono pieni il doppio, i diritti televisivi valgono tre volte tanto e i risultati sportivi sono migliori. C’è comunque speranza che le cose migliorino anche in Italia, ed è probabilmente per questo che alcuni investitori continuano a crederci. Si può comprare un club con relativamente pochi soldi, ma poi si rischia di perderne molti. Non è facile ottenere risultati immediati. Tuttavia, con una strategia a lungo termine e un approccio metodico, si può avere successo. Il duro lavoro è sempre fondamentale"
Quando si è innamorato del calcio?
"Da bambino. È sempre stato il mio sport preferito da guardare, anche se non ero molto bravo a giocarlo. Me la cavavo meglio in altre discipline ma il calcio mi ha preso da subito"
Se pensa al momento più emozionante vissuto a Pisa, quale le viene in mente?
"Non ne ho uno preciso, perché ogni partita porta qualcosa di diverso. Questa è la bellezza del calcio: è imprevedibile. Si vivono emozioni positive e negative continuamente, e nessuna è più importante delle altre. Bisogna restare coinvolti e godersi ogni momento"
Vuole mandare un messaggio ai tifosi?
"Esattamente questo: restate con noi e godetevi ogni partita. Speriamo di non deludervi. Forza Pisa!"