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Pisa, la scadenza del Pnrr e i lavori in città

Finanziati i progetti del Comune, tra cui PINQuA, asili e impianti sportivi con le risorse europee legate al Covid. Cosa accade dopo il 30 Giugno

Il progetto del Parco della Cittadella

Si è ormai superata la data cruciale del 30 giugno, termine perentorio per i progetti finanziati con le risorse del Next Generation Eu, il fondo europeo da oltre 700 miliardi di euro che, in Italia, ha sostenuto il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Si tratta di una scadenza fondamentale perché la normativa europea del 2020 che ha istituito il programma ha imposto una durata massima di sei anni, entro i quali dovranno dispiegarsi tutti gli effetti degli investimenti. Di fatto, se l'obiettivo finale concordato non viene completato in tempo, l'Unione Europea ha il diritto di non pagare, con tutte le gravi ripercussioni economiche che ne conseguirebbero per i bilanci locali.

A Pisa il Pnrr ha rappresentato una linea di finanziamento straordinaria, capace di mobilitare cifre imponenti. Il cuore degli investimenti comunali si divide tra i 39,3 milioni di euro provenienti dal PINQuA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell'Abitare) e altri 34,9 milioni di euro destinati a una fitta serie di opere strategiche sul territorio, per un totale che sfiora i 75 milioni di euro. Se la scadenza formale per i cantieri strutturali è ormai alle spalle, adesso, con l'inizio di luglio, si apre per la città una vera e propria stagione di inaugurazioni e restituzioni di grandi spazi pubblici alla cittadinanza. È il caso attesissimo del Parco della Cittadella, un maxi intervento da 7 milioni di euro che ha completamente riqualificato l'area verde urbana con nuovi percorsi pedonali, il recupero delle vestigia archeologiche, un'arena per eventi, un parco giochi inclusivo e un ristorante, i cui lavori sono ultimati e pronti al taglio del nastro. Altri spazi sono invece già stati inaugurati e aperti al pubblico nelle scorse settimane, come l'Ex Chiesa della Qualquonia, restaurata e consolidata grazie a 900mila euro di fondi Pnrr e al contributo della Fondazione Pisa, che già ospita mostre e attività espositive in attesa solo che venga completata la sistemazione dell'area esterna.

Il programma PINQuA, volto alla rigenerazione urbana e al miglioramento della qualità dell'abitare, ha visto la conclusione di tutte le opere nei quartieri di Porta a Lucca e Cisanello, portando alla riqualificazione radicale degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) e alla creazione di nuovi servizi sociali e percorsi urbani. Nel dettaglio, la quota di PINQuA Porta a Lucca (22,7 milioni di euro) ha permesso di ultimare gli interventi su 113 alloggi popolari, di realizzare il percorso turistico verso piazza dei Miracoli e di recuperare l'ex sede della Polizia Municipale per destinarla al progetto sociale "Dopo di Noi" per persone con disabilità. La tranche di PINQuA Pisa THIS – Cisanello (16,6 milioni di euro) ha invece consentito di realizzare nuove opere di urbanizzazione, piste ciclabili, il recupero di edifici a fini sociali, la riqualificazione di 108 alloggi popolari con un nuovo fabbricato residenziale e la nascita del grande Parco di via Pungilupo, arricchito da ben 1.800 alberi.

Parallelamente, gli altri 34,9 milioni di euro del Pnrr hanno finanziato un lungo elenco di opere volte a valorizzare la storia cittadina, lo sport e l'istruzione. Tra i progetti conclusi spiccano il restauro del Bastione del Barbagianni e dell’ex serbatoio dell’Acquedotto sulle Mura est per 750mila euro (ora trasformato in centro didattico) e la riqualificazione di 2.200 metri quadrati di pavimentazione in pietra arenaria nel centro storico tra piazza dei Cavalieri e via Santa Maria per un valore di 1,5 milioni di euro. Sempre sulle Mura, ma nel tratto della Cittadella Galileiana, sono stati investiti 2,5 milioni di euro per il restauro delle strutture tra via Nino Pisano, il Bastione San Giorgio e la Terzanaia, con il recupero della Torre e del camminamento in quota. Di eccezionale rilevanza è anche l'investimento di 5 milioni di euro per il piano asili nido, che ha visto il rinnovo di cinque strutture comunali tra Porta a Lucca, Cisanello, I Passi, CEP e Don Bosco (tre ricostruite e due riqualificate), incrementando l'offerta di 31 posti, nonché la conclusione del nuovo impianto sportivo del CEP, un centro da 3 milioni di euro dotato di due palestre per pugilato, pallavolo e basket al servizio del quartiere. Sul fronte dell'edilizia ancora aperta, proseguono come da cronoprogramma i lavori in corso per la nuova scuola Niccolò Pisano a Marina di Pisa (un edificio innovivo e sostenibile da 4,8 milioni di euro per 225 studenti) e per la nuova piscina comunale di Barbaricina, un cantiere da 5,15 milioni di euro che regalerà alla città tre vasche, tribune e aree verdi circostanti.

Una parte consistente dei fondi è stata infine dedicata alla mobilità sostenibile, con la chiusura dei cantieri di numerose piste ciclabili che rafforzano la continuità della rete urbana. Tra queste si segnalano il nuovo percorso di 2,3 chilometri in viale delle Cascine (1,5 milioni di euro), che collega piazza dei Miracoli al Parco di San Rossore immerso nel verde, il tratto della Ciclopista del Trammino in via di Viaccia da 900mila euro, il collegamento protetto lungo le Mura in via Contessa Matilde da 300mila euro, e gli interventi in via Ippica al CEP (162mila euro) e in via di Pratale (200mila euro), oltre ad altri tratti diffusi per 1,3 milioni di euro che uniscono stabilmente quartieri, stazioni e poli universitari.

Per tutti i progetti giunti al traguardo, la scadenza del 30 giugno imponeva l'emissione del Certificato di ultimazione lavori, l'atto formale che attesta il rispetto dei tempi affinché l'Unione Europea possa erogare i finanziamenti. Dall'amministrazione comunale filtra assoluta tranquillità sul fatto che tutte le procedure siano sotto controllo. Del resto, come ricordato anche dalle recenti linee guida del Ministero dell'Economia, non è obbligatorio che le strutture aprano al pubblico il giorno immediatamente successivo alla scadenza. Ciò che conta è la conclusione delle opere strutturali, mentre la presenza di lavorazioni residuali o di rifinitura nelle settimane successive (fino a un massimo di 60 giorni) non invalida la fine del cantiere. Questo garantisce ai Comuni il tempo tecnico di convalidare tutta la documentazione formale entro la fine di agosto, permettendo a Pisa di godersi progressivamente i frutti di questo imponente piano di rigenerazione urbana.