La scossa di terremoto delle 10.15, avvertita distintamente in tutta Pisa e in gran parte della provincia, ha avuto un'immediata ripercussione anche sulla Torre di Pisa. Per motivi precauzionali, infatti, l'Opera della Primaziale Pisana ha disposto una breve sospensione degli accessi al monumento proprio mentre era in corso il cambio dei gruppi di visita.
Secondo quanto riferito da fonti vicine alla Primaziale, il provvedimento ha interessato esclusivamente il turno delle 10.15. Come previsto dall'organizzazione delle visite, l'ingresso alla Torre è contingentato con partenze ogni quindici minuti e permanenza massima di mezz'ora, così da consentire la presenza contemporanea di due gruppi distribuiti tra il sesto e il settimo livello.
Il terremoto è avvenuto proprio nell'istante in cui era previsto l'ingresso del nuovo gruppo. Per questo motivo gli addetti hanno deciso di interrompere temporaneamente le visite, effettuando le verifiche del caso. Una volta esclusa qualsiasi criticità, i visitatori sono stati regolarmente fatti salire e l'attività è ripresa nel giro di pochi minuti.
L'episodio ha inevitabilmente riacceso l'attenzione sulla stabilità della Torre, ma gli studi scientifici degli ultimi anni indicano come il campanile sia, paradossalmente, molto più resistente ai terremoti di quanto la sua inclinazione possa far pensare.
A spiegare il fenomeno è il principio dell'interazione dinamica terreno-struttura. La Torre poggia infatti su un terreno argilloso e sabbioso, particolarmente soffice, che anziché amplificare gli effetti delle onde sismiche ne assorbe una parte, comportandosi come una sorta di isolatore sismico naturale.
Negli ultimi anni infatti una ricerca coordinata dal professor Camillo Nuti dell'Università Roma Tre, insieme a studiosi italiani e internazionali, ha dimostrato come proprio il terreno che nei secoli ha provocato la celebre inclinazione abbia contribuito anche a salvare il monumento. Durante un terremoto, infatti, la Torre non entra in risonanza con il movimento del suolo, ma scarica l'energia lungo l'asse della propria pendenza, riducendo il rischio di collasso.
Secondo lo studio, presentato nel 2018 alla Conferenza internazionale di Ingegneria sismica, questo particolare comportamento ha consentito al monumento di superare almeno quattro forti terremoti che hanno interessato il territorio pisano a partire dal 1280.
Ciò non significa che la Torre sia immune da qualsiasi rischio. Gli stessi ricercatori sottolineano come un edificio di oltre 700 anni debba continuare a essere costantemente monitorato. Dopo gli interventi di consolidamento conclusi nel 2001, che hanno ridotto e stabilizzato l'inclinazione, il monumento è infatti sottoposto a un sistema permanente di controlli che ne verifica in tempo reale ogni minimo movimento.
Anche la breve sospensione delle visite dopo il sisma rientra proprio in questo protocollo di sicurezza: una misura precauzionale che conferma l'attenzione con cui viene gestito uno dei simboli più conosciuti al mondo.