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Lavoro, il vescovo Cannistrà incontra i sindacati

Confronto tra l'arcivescovo Cannistrà, Cgil, Cisl e Uil su crisi industriali, precariato e vertenza Takeda nel territorio pisano

La crisi del lavoro, il precariato, le difficoltà del comparto manifatturiero e la vertenza Takeda sono stati al centro dell'incontro che si è svolto nei giorni scorsi tra l'arcivescovo di Pisa padre Saverio Cannistrà e i rappresentanti provinciali di Cgil, Cisl e Uil. Il confronto è stato promosso dall'Ufficio diocesano per i Problemi Sociali e del Lavoro insieme alle Acli provinciali di Pisa e Lucca.

L'iniziativa è nata dalla volontà della Chiesa pisana di approfondire le trasformazioni che stanno interessando il territorio e il mondo del lavoro, ascoltando direttamente chi quotidianamente rappresenta lavoratori e imprese.

"L’idea di questo incontro nasce dal bisogno mio personale e della Chiesa pisana di conoscere quello che accade nei nostri territori. Non possiamo esimerci dall’informarci e dal pensare, perché non solo per agire ma anche per pregare bisogna prima conoscere", ha detto l'arcivescovo Saverio Cannistrà.

Durante l'incontro è emerso il quadro di una provincia caratterizzata da forti contrasti. Da un lato, la presenza della pubblica amministrazione, delle tre università, dell'Azienda ospedaliera e del Cnr continua a garantire una buona tenuta occupazionale. Dall'altro, le aree più legate al manifatturiero e all'artigianato stanno attraversando una fase di difficoltà, segnata da crisi aziendali, ridimensionamenti produttivi e crescente incertezza.

I rappresentanti sindacali hanno evidenziato come le trasformazioni del mercato globale, la delocalizzazione e il crescente peso dei fondi d'investimento internazionali abbiano reso più difficile la tutela dei lavoratori e il confronto con le imprese, con ricadute dirette sull'occupazione e sulla tenuta sociale delle comunità locali.

Particolare attenzione è stata dedicata alla vertenza Takeda e al tema del lavoro in somministrazione. Secondo quanto emerso nel confronto, la progressiva deregolamentazione introdotta negli ultimi anni avrebbe contribuito ad aumentare le condizioni di precarietà di molti lavoratori, riducendone le tutele.

L'arcivescovo ha quindi ribadito il ruolo che la Chiesa pisana intende svolgere nell'accompagnare queste trasformazioni, richiamando i principi della Dottrina Sociale della Chiesa, che considera il lavoro un elemento fondamentale della dignità della persona. "Il lavoro è fatto per l’uomo e non l’uomo per il lavoro" è stato il principio richiamato durante l'incontro