Politica

Liceo Dini, scontro sugli interventi in assemblea

L’Osservatorio contro la militarizzazione accusa il Consiglio d’Istituto di aver bloccato un volontario invitato dagli studenti

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università di Pisa diffonde una nota sul Liceo Scientifico “Dini” denunciando la mancata autorizzazione all’ingresso di un volontario del comitato e chiedendo una motivazione ufficiale.

L’Osservatorio apre così, "L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’università di Pisa esprime la propria posizione in merito ai recenti e incomprensibili ostacoli frapposti alla partecipazione all’assemblea degli studenti e delle studentesse del Liceo Scientifico “Dini”".

Il comitato ringrazia il Comitato studentesco e spiega l’invito ricevuto, "desideriamo ringraziare sentitamente il Comitato Studentesco del Liceo “Dini” per averci invitato al fine di portare un contributo critico e documentato su temi di stringente attualità, come il Riarmo e i processi di militarizzazione che attraversano i nostri territori".

Poi richiama il diritto di assemblea, "Gli studenti e le studentesse, esercitando il diritto di assemblea garantito dal Testo Unico sulla Scuola, hanno espresso il bisogno di approfondire alcune tematiche".

Il passaggio centrale riguarda la decisione del Consiglio d’Istituto, che l’Osservatorio contesta: "Dobbiamo, tuttavia, prendere atto con sconcerto della decisione del Consiglio d’Istituto, il quale ha scelto di operare una selezione arbitraria tra gli attivisti dell’Osservatorio disponibili a intervenire, decidendo chi potesse accedere ai locali scolastici e chi no. Riteniamo tale scelta una grave forma di discriminazione, in aperta violazione dell’Articolo 3 della Costituzione".

L’Osservatorio definisce la selezione dei relatori come un atto di censura, "Questa “selezione dei relatori” appare come un atto di censura istituzionale inspiegabile". Nello stesso blocco viene citata anche la vicenda Francesca Albanese: "specialmente se confrontato con la recente “vicenda” riguardante Francesca Albanese, per la quale il Ministero aveva evitato ispezioni a questo Liceo proprio in virtù dell’autonomia decisionale del corpo studentesco".

Il comunicato ribadisce la natura del gruppo e la finalità delle presenze multiple: "L’Osservatorio è un comitato, forma associativa orizzontale fondata sulla libertà di partecipazione (Art. 18 Costituzione)" e "La presenza di più relatori era finalizzata esclusivamente ad approfondire tematiche diverse in base alle specifiche competenze dei/delle volontari/e".

Arriva poi la frase sui “veti”, "Imporre veti sui nomi dei relatori non solo lede la libertà di pensiero, ma ferisce mortalmente l’autonomia degli studenti e delle studentesse e la loro libertà di approfondimento".

Sulla scelta di non partecipare, l’Osservatorio scrive, "Alla luce di queste considerazioni non accettiamo l’invito alle condizioni imposte". E chiude con la richiesta di chiarimenti, "Attendiamo spiegazioni precise e formali da parte della Dirigenza e del Consiglio d’Istituto su questa scelta discriminatoria", aggiungendo la disponibilità a incontrare gli studenti fuori dalla scuola, "Restiamo a completa disposizione delle studentesse e degli studenti per un incontro in qualunque spazio democratico".