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Linea 23, accuse di discriminazione

La Difensora civica regionale interviene sulla mancata accessibilità di alcune fermate, "Viola i principi costituzionali di uguaglianza"

La linea 23, attiva da Luglio 2025 e pensata per collegare la stazione di Pisa con il Duomo, finisce al centro di una polemica che riguarda l’accessibilità e il rispetto dei diritti. A sollevare la questione è Diritti In Comune, che ha ricevuto la risposta della Difensora civica regionale, l’avvocata Lucia Annibali, che in una nota ha definito "un pregiudizio per le persone con disabilità motoria" la decisione del Comune di istituire una linea turistica con fermate non accessibili. Questo in seguito alla segnalazione da parte del gruppo, quando vi fu mancata previsione da parte del Comune di ultizzo della linea da parte di persone con disabilità motorei.

Secondo la Difensora si tratta di una scelta che "viola i principi fondamentali posti dalla Costituzione, primo fra tutti il principio di uguaglianza sostanziale, in quanto rappresenta un ostacolo sociale che, di fatto, limita la libertà e l’uguaglianza a discapito dei cittadini con disabilità motoria".

La segnalazione, presentata nei mesi scorsi da gruppi e associazioni cittadine, era già stata discussa con l’assessore alla mobilità Dringoli e con l’assessora Gambini, anche in sede di commissione. Ma, a oltre sei mesi dall’attivazione del servizio, il Comune non ha ancora proceduto ad alcun adeguamento. Anzi, ha rivendicato la scelta, ritenendola sostenibile, almeno fino a eventuali modifiche future.

Nel settembre scorso, rispondendo a un question time sul tema, l’assessore Dringoli aveva affermato, "Prima vediamo quanto viene utilizzata e poi, se è utilizzata, faremo gli adeguamenti necessari". Parole che avevano sollevato forti critiche, considerate da più parti espressione di un approccio aziendalistico, poco compatibile con il ruolo di un ente pubblico.

"Lo Stato non è un’azienda e le direttive che deve seguire non sono quelle della massimizzazione del guadagno ma quelle della garanzia dei diritti", si legge nel comunicato che accompagna l’intervento della Difensora. Le stesse critiche sottolineano come l’assenza di accessibilità renda impossibile alle persone con disabilità persino dimostrare un’eventuale domanda d’uso, perché materialmente escluse dal servizio.

La linea 23, pensata anche come biglietto da visita per i turisti, sta dunque generando l’effetto opposto. "Pisa è una città accogliente e accessibile, ma fino a un certo punto", si legge ancora nella nota, che chiede alla Giunta Conti la sospensione immediata della linea finché non sarà garantita piena accessibilità a tutte e tutti