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Maxi esercitazione, in campo 21 sanitari dell'Asl

Test a Scandicci per l'ospedale da campo della Regione Toscana. Coinvolti professionisti dell'Asl nord ovest e della AOUP

Ventuno professionisti dell'Azienda USL Toscana nord ovest hanno preso parte all'esercitazione dell'ospedale da campo della Colonna Mobile della Regione Toscana, svolta Domenica 7 Giugno nel parco del Castello dell'Acciaiolo a Scandicci. Un test operativo che ha permesso di verificare la capacità di risposta di una struttura sanitaria mobile progettata per intervenire nelle aree colpite da calamità naturali o emergenze umanitarie.

L'esercitazione ha riguardato l'EMT2, l'Emergency Medical Team di Tipo 2, un ospedale da campo chirurgico mobile e autosufficiente che risponde agli standard dell'Organizzazione mondiale della sanità ed è riconosciuto dal sistema europeo di protezione civile. La struttura è in grado di garantire pronto soccorso, sala operatoria, modulo materno infantile, venti posti letto di degenza, servizi di ortopedia e fisioterapia, oltre a una farmacia e a tutte le infrastrutture necessarie per operare in autonomia, dalla produzione di energia alla depurazione dell'acqua.

L'obiettivo della giornata era verificare l'intera catena organizzativa e operativa e accertare che il modulo possa essere attivato e partire entro 48 ore dalla richiesta di intervento. Medici, infermieri, fisioterapisti, tecnici di radiologia e ostetriche dell'Asl Toscana nord ovest, inseriti nel Gruppo chirurgia d'urgenza, hanno partecipato volontariamente simulando l'arrivo di numerosi feriti a seguito di un forte terremoto.

"L'EMT2 è un ospedale composto da tende pneumatiche che può essere trasportato via aerea in tutto il mondo nei contesti geografici colpiti da disastri naturali in cui sia in corso una emergenza sanitaria. A farlo funzionare sono 250 sanitari provenienti da tutte le aziende sanitarie toscane, con l'Azienda USL Toscana nord ovest che contribuisce con 96 volontari" ha spiegato Federico Filidei, chirurgo dell'ospedale di Pontedera e presidente del Gruppo chirurgia d'urgenza.

"Una volta all'anno testiamo le nostre capacità di operare in contesti difficili e critici, dove la pressione, l'urgenza, la limitatezza delle risorse e l'ansia giocano un ruolo determinante nelle decisioni da prendere" ha aggiunto Barbara Rocchi, fisioterapista dell'ospedale di Pontedera e membro del direttivo del gruppo.

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli aspetti tecnologici e logistici. "La sala chirurgica del campo assicura interventi continuativi grazie anche alla possibilità di utilizzare i cosiddetti concentratori di ossigeno, macchinari che estraggono l’ossigeno dall’ambiente circostante per somministrarlo ai pazienti, e grazie ad una sala di sterilizzazione autonoma" ha detto Alessio Filippi, infermiere del pronto soccorso dell'ospedale Apuane di Massa e membro del direttivo del gruppo.

Le radici di questa esperienza affondano proprio nel territorio pisano. "Il Gruppo chirurgia d'urgenza è nato a Pisa quarant'anni fa da un'idea del professor Enrico Cavina, direttore della chirurgia d'urgenza dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana - ha aggiunto Maria Carola Martino, Hospital Disaster Manager della AOUP - e dal 2024 l'ospedale da campo in cui operiamo ha ottenuto la certificazione europea. In Italia ce ne sono solo due certificati. Un bel risultato per la Toscana e per le sue aziende sanitarie".

Nel corso degli anni il Gruppo chirurgia d'urgenza e il suo ospedale da campo sono stati impegnati in numerose missioni internazionali, intervenendo in Paesi colpiti da terremoti e altre emergenze, tra cui Turchia, Albania, Algeria, Iran, Sri Lanka, Cina, Haiti e Nepal. Un'esperienza consolidata che continua a essere alimentata attraverso attività di formazione e simulazioni come quella organizzata a Scandicci.