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Medaglie d'oro agli internati nei lager

Consegnati i riconoscimenti concessi dal presidente della Repubblica a dieci cittadini italiani che rifiutarono di combattere per il nazifascismo

Sono state consegnate le medaglie d'oro concesse dal presidente della Repubblica ai cittadini che, durante la Seconda guerra mondiale, sono stati deportati e internati nei lager nazisti.

La cerimonia si è tenuta alla Prefettura di Pisa nell'ambito della Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento, alla presenza del prefetto Maria Luisa d'Alessandro e dei familiari degli insigniti, oltre che delle associazioni combattentistiche e dell'Arma.

A ricevere le medaglie sono stati i familiari di sei cittadini della provincia di Pisa. Serafino Arrighi, nato a San Miniato, si arruolò come soldato e fu successivamente catturato dalle forze tedesche e internato a Danzica; Giovanni Baldelli, nato a Palaia in una famiglia di mezzadri, ha prestato servizio nella Guardia di Finanza a Firenze. e durante la guerra fu richiamato alle armi. Quindi, Paolo Bettini, che dal 1943 al 1945 rimase prigioniero sul fronte croato, per essere poi liberato dalle forze sovietiche.

E ancora, Aladino Cavallini, nato nel 1914, fu fatto prigioniero in Albania il 9 Settembre 1943, all’indomani dell’armistizio. Internato nel campo di concentramento di Itzehoe, in Germania, successivamente fu mandato a lavorare in una fabbrica di pneumatici dove rimase fino alla liberazione. Filiberto Ciulli, di Montopoli in val d’Arno, fu chiamato alle armi nel 1940 e destinato al fronte albanese-macedone. Nel 1943 fu catturato dalle forze tedesche in Montenegro e internato in due lager, dapprima in Serbia e poi in Bielorussia. Dario Consani, catturato a Mostar, fu successivamente deportato in Germania e destinato al lavoro coatto presso la Arado di Friburgo. Faustino Consoloni, palaiese, fu schierato sul fronte macedone e, dopo l’armistizio, venne catturato dai tedeschi e trasferito nel campo di prigionia di Sanbostel.

Michelangelo Ferrera, nato in provincia di Agrigento, partecipò alla campagna di Grecia e Albania, nel corso della quale venne catturato dalle forze tedesche e rimase internato in un campo di lavoro in Germania fino al 9 Settembre 1945. Giovanni Battista Iop, nato in Germania, partecipò alla Prima guerra mondiale, venne poi fatto prigioniero e transitò dal campo di Bad Sulza, in Germania, per poi essere trasferito in un campo di lavoro in Polonia. Infine, Armando Marchesi, finanziere, rifiutò di combattere con la Germania e fu fatto prigioniero e deportato al campo di concentramento di Neubrandenburg.