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Menchini Fabris premiato al Quirinale

Il Presidente Mattarella consegna al clinico pisano la Medaglia “Ai Benemeriti della salute pubblica” per il ruolo pionieristico in Andrologia

Una vita dedicata alla scienza e alla medicina, riconosciuta ufficialmente al più alto livello istituzionale. Il professore pisano Fabrizio Menchini Fabris è stato insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella della Medaglia “Ai Benemeriti della salute pubblica” per il suo contributo pionieristico nell’ambito dell’Andrologia. La cerimonia si è svolta lunedì 7 Aprile al Quirinale, alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci.

Le motivazioni del riconoscimento sono chiare, “Comunemente riconosciuto a livello nazionale in ambito andrologico, urologico ed endocrinologo come il padre dell’Andrologia italiana, nel corso della sua lunga carriera si è distinto per il ruolo fondamentale nello studio e nella diffusione della cultura andrologica”.

Nato e cresciuto professionalmente a Pisa, Menchini Fabris è stato il fondatore, negli anni ’70, della prima scuola europea di Andrologia, avviata proprio nella città della Torre e diretta fino all’inizio del nuovo millennio. Da lì è partita una rivoluzione scientifica che ha dato il via alla creazione della Società Italiana di Andrologia, all’istituzione della scuola di specializzazione e alla nascita di un’unità operativa dedicata.

Nei suoi cinquant’anni di attività, oltre 450 specialisti si sono formati sotto la sua guida a Pisa, andando poi a ricoprire ruoli di rilievo nelle principali università e ospedali italiani. Il suo spirito innovativo e la capacità di porre la salute maschile al centro del dibattito medico-scientifico lo hanno reso una figura di riferimento anche a livello internazionale.

Già insignito di numerosi premi – tra cui il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana – Menchini Fabris ha partecipato a progetti europei di lotta all’AIDS e fatto parte del Comitato Nazionale di Bioetica. Autore di centinaia di articoli scientifici e di numerosi testi accademici, ha lasciato un’impronta profonda non solo nella ricerca, ma anche nella formazione e nella cultura medica.