"Un gruppo di giovanissimi ha assaltato un minimarket, arrivando a scaraventare una bicicletta contro la vetrina". Lo affermano Luigi Sofia, capogruppo di Sinistra Unita in Consiglio comunale, Andrea Aretini, coordinatore di Sinistra italiana Pisa, e Anna Piu, coordinatrice provinciale di Sinistra italiana, che denunciano l'accaduto in via Carducci e chiedono un intervento della politica.
Per i tre esponenti di Sinistra Italiana, però, questo non dovrebbe essere limitato a un approccio securitario. "Quando a compiere gesti di questo tipo sono dei ragazzi, la risposta non può essere soltanto di ordine pubblico - hanno affermato - c’è anche una questione culturale ed educativa enorme. Da tempo assistiamo allo sdoganamento di un linguaggio fondato sulla forza e sulla sopraffazione. Quando esponenti politici trasformano l’aggressività verbale, il disprezzo e la delegittimazione dell’altro in strumenti ordinari della comunicazione pubblica, non possiamo pensare che tutto questo rimanga confinato nei talk show o sui social".
"La politica dovrebbe avere anche una funzione pedagogica: non nel senso di impartire lezioni, ma di assumersi la responsabilità delle parole che usa, dei comportamenti che legittima e dei modelli che rende socialmente accettabili - hanno aggiunto - naturalmente nessun discorso politico causa automaticamente un episodio come quello di via Carducci. Sarebbe una semplificazione. Ma sarebbe altrettanto irresponsabile fingere che il linguaggio pubblico, i modelli che proponiamo e ciò che progressivamente rendiamo accettabile non abbiano conseguenze".
"Per questo quanto accaduto in via Carducci ci riguarda tutti: non soltanto come questione di sicurezza, ma come comunità educante e come società - hanno concluso - all’inizio della settimana andremo a incontrare le persone coinvolte e a portare loro la nostra solidarietà. Per ascoltarle, guardarle negli occhi e ribadire una cosa semplice: davanti a episodi come questo, una comunità non può voltarsi dall’altra parte e non può lasciare solo nessuno".