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Mobilità sostenibile, l'Università scrive al Comune

Meno traffico, aria più pulita, strade più sicure: è su queste priorità che l’Università di Pisa chiede al Comune di investire gli oltre 9 milioni

La proposta, elaborata dalla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile (CoSA), punta a trasformare Pisa in una vera città universitaria sostenibile, intervenendo in modo strutturale su mobilità e qualità dell’aria.

Meno traffico, aria più pulita, strade più sicure: è su queste priorità che l’Università di Pisa chiede al Comune di investire gli oltre 9 milioni di euro assegnati dal Ministero dell’Ambiente per il 2026 nell’ambito del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico. La proposta, elaborata dalla Commissione per lo Sviluppo Sostenibile (CoSA), punta a trasformare Pisa in una vera città universitaria sostenibile, intervenendo in modo strutturale su mobilità e qualità dell’aria.

I finanziamenti del MASE sono destinati alle città coinvolte nella procedura di infrazione europea sulla qualità dell’aria. Pisa registra purtroppo livelli di emissioni climalteranti prossimi alle soglie critiche: il traffico veicolare resta una delle principali fonti di inquinamento urbano e, di conseguenza, un fattore determinante per la salute pubblica. L’Università è consapevole di come le esigenze di mobilità della sua grande comunità incidano significativamente sulla qualità dell’aria e sulla vivibilità degli spazi cittadini.

La proposta presentata all’amministrazione comunale, in linea con gli interventi delineati dal decreto MASE, ha l’ambizione di essere coerente sia con gli obiettivi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) comunale che con quelli del Piano Spostamenti Casa-Lavoro/Studio (PSCL) universitario. Il punto di partenza è chiaro: l’auto privata continua a essere il mezzo più utilizzato negli spostamenti quotidiani. Tuttavia, come evidenziano le indagini realizzate nell’ambito del PSCL, molti cittadini sono pronti a cambiare abitudini, ma solo se vengono offerte alternative realmente convenienti e sicure.

Il cuore del piano è un pacchetto integrato di interventi che parte dalle infrastrutture. La Commissione propone di colmare le attuali discontinuità della rete ciclabile, realizzando collegamenti strategici già previsti dal PUMS: in particolare la pista protetta tra San Piero a Grado e il Dipartimento di Scienze Veterinarie e il completamento dell’asse Stazione Centrale–Crispi–Cittadella–Bonanno–Ingegneria–Stazione San Rossore–Porta Nuova–parcheggio Pietrasantina. Un corridoio continuo tra stazioni ferroviarie, poli universitari e area monumentale, pensato per rendere la bicicletta un’alternativa realmente competitiva all’auto privata, con ricadute anche sul turismo. A supporto della multimodalità treno+bici, la proposta prevede inoltre la creazione di velostazioni protette e videosorvegliate presso le stazioni Centrale e San Rossore.

Accanto alle piste ciclabili, l’Ateneo propone di rafforzare il trasporto collettivo e la mobilità condivisa introducendo servizi di carpooling e vanpooling on demand, coordinati con gli orari accademici e destinati soprattutto alle aree meno servite dal trasporto pubblico. Il piano include anche agevolazioni per bikesharing e micromobilità e un rafforzamento della scontistica su abbonamenti di autobus e treni regionali, per rendere il mezzo pubblico più conveniente rispetto all’auto privata.

Sul fronte degli incentivi, la proposta prevede voucher per l’acquisto di biciclette tradizionali, elettriche e cargo bike, utili anche per le esigenze familiari o per favorire la mobilità delle persone con disabilità, oltre a incentivi chilometrici per chi sceglie di spostarsi a piedi, in bici o con il trasporto pubblico nei tragitti casa–studio e casa–lavoro. L’obiettivo è chiaro: premiare economicamente i comportamenti virtuosi e accompagnare il cambiamento delle abitudini con misure concrete.
Un capitolo centrale riguarda la sicurezza stradale. La Commissione propone di estendere e rafforzare le Zone 30, avviando sperimentazioni sui Lungarni e in altre aree urbane anche fuori dalla ZTL, introducendo attraversamenti rialzati, disassamenti di carreggiata, isole salvagente e sensi unici eccetto bici. La moderazione della velocità viene indicata come leva decisiva per ridurre incidentalità, rumore e inquinamento, migliorando al tempo stesso vivibilità e attrattività commerciale.

Infine, l’Università chiede una governance solida e un monitoraggio continuo. La proposta prevede il rafforzamento del ruolo del Mobility Manager d’Area del Comune e l’istituzione di un tavolo permanente con università, enti di ricerca, azienda sanitaria, aeroporto e imprese. A supporto, si propone una piattaforma integrata per la raccolta e l’analisi dei dati sulla mobilità, con indicatori precisi: riduzione di CO₂, NO₂ e PM10, diminuzione dei veicoli-km, aumento dell’uso di trasporto pubblico e bici, crescita degli abbonamenti incentivati, calo degli incidenti nelle aree a velocità moderata.

Per l’Università di Pisa il finanziamento MASE rappresenta un’occasione irripetibile, ma a una condizione: che le risorse sostengano una strategia coerente e di lungo periodo, capace di integrare infrastrutture, incentivi e governance in un unico progetto orientato alla salute pubblica e alla qualità urbana e capace di consolidare la cultura della mobilità sostenibile. L’ Ateneo, forte di una comunità di oltre 50 mila persone, si candida a essere parte attiva nella fase progettuale e attuativa.