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Nasce la Deputazione dello Sposalizio Mare

Presentata all’Ussero la Deputazione per valorizzare l’antico rito pisano. Presente Bedini. Verso la celebrazione del 6 Luglio

Un passo in avanti per la valorizzazione delle tradizioni storiche cittadine. Martedì 10 Marzo, al Caffè dell’Ussero, è stata presentata ufficialmente la Deputazione dello Sposalizio del Mare, organismo nato con l’obiettivo di coordinare le associazioni impegnate nel recupero e nella promozione di questa antica celebrazione pisana. All’incontro era presente anche il vicesindaco e assessore alla Cultura e alle Tradizioni Storiche Bedini.

Lo Sposalizio del Mare affonda le proprie radici nel Medioevo, quando Pisa celebrava con una cerimonia simbolica il proprio legame con il mare, elemento centrale per la vita economica e politica della Repubblica Marinara. Il rito, probabilmente di origine pagana e con funzione propiziatoria, era diffuso anche in altre città marittime ma nel contesto pisano assunse caratteristiche particolari.

Le fonti storiche che ne attestano l’esistenza sono limitate. Una delle testimonianze principali è contenuta nel volume “Viaggio in Italia” di Montaigne del 1581. Le notizie relative alla celebrazione sono state poi approfondite dallo storico pisano Tolaini nel libro “Lo Sposalizio del Mare” pubblicato nel 2004.

Secondo il racconto di Montaigne, ogni 6 Luglio la città si riuniva in festa a San Piero a Grado. La cerimonia iniziava con una solenne processione che dalla Cattedrale portava alla Basilica la reliquia del sangue di San Clemente. Il corteo proseguiva poi verso il mare, che all’epoca era molto più vicino all’abitato, dove l’arcivescovo concludeva il rito gettando tra le onde un anello consacrato, simbolo dell’unione tra Pisa e il mare.

Alla celebrazione partecipava anche il popolo, che accompagnava la processione sia a piedi sia lungo l’Arno su numerose imbarcazioni. Tra queste spiccava una grande barca decorata che ospitava la figura di Madonna Pisa, giovane donna incaricata di rappresentare simbolicamente la città.

La tradizione si spense progressivamente dopo la perdita dell’indipendenza della Repubblica Marinara, in seguito alla conquista fiorentina del 1406, consolidata nel 1509. Con la fine dell’autonomia pisana molte usanze legate al passato repubblicano scomparvero.

Dopo secoli di oblio la cerimonia è stata recuperata nel 2008 grazie all’iniziativa di alcune associazioni cittadine, tra cui Compagnia dello StilePisano, Compagnia di Calci e Amici di Pisa. Da allora ogni anno viene organizzata una navigazione sull’Arno fino alla foce, dove una giovane che impersona la città rinnova simbolicamente il gesto del lancio dell’anello nel mare.

Negli anni l’iniziativa ha raccolto sempre più adesioni. Oltre ai promotori iniziali si sono uniti anche altri sodalizi come Calamo, i Balestrieri di Porta San Marco, Alma Pisarum e la Società Operaia di Cascina.

All’inizio del 2026 una delegazione delle associazioni promotrici è stata ricevuta dall’arcivescovo di Pisa per presentare un progetto che punta ad arricchire la celebrazione recuperandone anche la dimensione devozionale. Parallelamente sono stati avviati contatti con la comunità di San Piero a Grado per coinvolgere il territorio nell’organizzazione della festa del 6 Luglio, con l’adesione del Comitato per la Valorizzazione della Basilica di San Piero a Grado e dell’associazione Il Dragone legata alla Magistratura dei Dragoni.

Proprio per coordinare queste realtà è nata la Deputazione dello Sposalizio del Mare, aperta alla partecipazione delle associazioni del territorio e impegnata a lavorare, insieme al Comune di Pisa, alla ricostruzione e alla valorizzazione di una delle tradizioni più suggestive della storia cittadina.