Pisa Sporting Club

Niccolini, “Derby senza anima, serve personalità”

L'ex capitano nerazzurro analizza il momento. "Meister? Errore grave non protestare per il rigore". Sul futuro, "capire chi resterà"

La sconfitta di Firenze ha lasciato scorie pesanti in casa nerazzurra. Il Pisa continua a inseguire una salvezza sempre più complicata, con una classifica ormai irrimediabilmente compromessa e una squadra che fatica a trovare continuità e coraggio. Per leggere questo momento abbiamo intervistato Emiliano Niccolini, ex difensore e capitano nerazzurro, uno dei simboli di un’epoca in cui l’agonismo e il senso di appartenenza erano marchi distintivi. Con la lucidità di chi conosce bene l’ambiente, Niccolini ripercorre la partita del Franchi e il cammino che aspetta il Pisa nelle prossime settimane.

Come esce il Pisa dalla partita di Firenze?
"Il primo tempo è stato inguardabile, forse per l’importanza della partita paradossalmente. Nel secondo qualcosa si è visto, un po’ più di pressione, ma poi il risultato cambia tutto. Non riguarda solo il Pisa: in generale vedo molto meno agonismo rispetto a un tempo. Anche in sfide come questa, che anni fa erano vita o morte, oggi è tutto più leggero. Non so se dipenda dal regolamento, dal VAR, dal fatto che ogni intervento viene rivisto. Si nota meno l’importanza di certe partite".

La squadra sembrava impaurita e lontana da quanto preparato in settimana. Come se lo spiega?
"È anche il rischio che ti prendi quando cambi allenatore in questo periodo. Dai nuove soluzioni, nuove metodologie e c’è chi le recepisce subito e chi no. La cosa strana è che nel primo tempo non avevano niente da perdere. Mi aspettavo più difficoltà per la Fiorentina inizialmente. Invece è stato tutto al contrario. Dare una spiegazione precisa è difficile".

C’è un episodio discutibile in area viola. Meister non protesta nemmeno per il presunto rigore.
"Sì, un po’ più di malizia ci voleva. Da un attaccante ci si aspetta più cattiveria. Anche solo una protesta avrebbe potuto far nascere il dubbio e portare il VAR a rivedere l’episodio".

La protesta conta, no?
"Sì, è vero. Secondo me Meister poteva proteggere meglio la palla, mettersi col corpo in un’altra maniera e costringerlo a un contatto più evidente. A velocità normale sembrava palla piena, ma rivedendo si vede che Meister toglie la gamba. In ogni caso devi protestare, devi fare un po’ di caos. E qui si torna al discorso dei derby e delle sfide salvezza: non è più il calcio di una volta. Tutto passa come fosse normale. La sofferenza rimane ai tifosi".

Il Pisa può salvarsi?
"È difficile. C’è sempre la speranza, non la spengo io. Ma leggevo i numeri: una rimonta così l’ha fatta solo il Crotone. È molto complicato. La speranza resta accesa, ma la situazione è dura".

E ora arriva il Bologna. Come si riparte dopo una batosta così?
"Spero che giochino senza quella paura. Da perdere c’è poco ormai. Con la testa libera puoi provare giocate più rischiose, più da Serie A. Anche gli errori tecnici che si vedono sono frutto della tensione. Sono giocatori validi, ma quando hai il peso della retrocessione addosso diventa tutto più difficile. Devono liberarsi e giocare più a viso aperto".

E dopo? Cosa dovrà fare la società a fine stagione?
"Difficile dirlo ora. Ci sono tante cose da chiarire. Se ci fosse una retrocessione bisogna capire chi vuole restare e chi no. Devi costruire un’ossatura solida, ma oggi la volontà dei giocatori conta più di ogni altra cosa. Una società può voler tenere qualcuno, ma se il giocatore dice di no, non c’è margine. Prima di tutto va capito questo".