Attualità

Oggi al Verdi lo spettacolo su San Ranieri

Oggi al Teatro Verdi la commedia musicale "San Ranieri dell’Acqua" racconta in chiave semiseria la vita del patrono di Pisa tra fede, musica e ironia

Va in scena oggi al Teatro Verdi "San Ranieri dell’Acqua", commedia musicale che ripercorre in chiave semiseria le tappe più significative della vita del santo patrono di Pisa, dagli eccessi giovanili fino alla glorificazione. Lo spettacolo è stato presentato a Palazzo Gambacorti alla presenza dell’assessore alla cultura e alle tradizioni della storia e dell'identità di Pisa Filippo Bedini, del produttore Sandro Del Rosso, del regista Marco Di Stefano, dell’autore di testi e musiche Carlo Marianelli e di Matteo Vanni, interprete principale nei panni di San Ranieri.

L’obiettivo dell’iniziativa è riportare al centro il legame tra la figura del santo e una delle ricorrenze più identitarie della città, la Luminara. Un rapporto che, secondo l’amministrazione, va rafforzato anche sul piano della conoscenza e della partecipazione. "La conoscenza della vita del nostro Santo Patrono - dichiara l’assessore Filippo Bedini – così come il collegamento stretto fra San Ranieri e la Luminara, è spesso e volentieri dato per scontato, invece così non è. Come Amministrazione abbiamo cercato in diversi modi di restituire lo spirito antico alla serata del 16 giugno, ma sicuramente il lavoro per unire il legame tra la devozione verso San Ranieri e la Luminara, deve continuare e può passare molto bene attraverso questo spettacolo, che abbiamo volentieri sostenuto. Ringrazio tutti coloro che hanno ideato questo progetto e lavorato per dare vita alla sua messa in scena."

Al centro della rappresentazione c’è una lettura della vicenda di Ranieri che punta sulla sua forza umana e sulla sua attualità. Marianelli ha spiegato che il contesto storico della Pisa del XII secolo, crocevia tra Occidente e Oriente, conserva diversi punti di contatto con il presente. "Le vicende della vita di Ranieri – spiega l’autore Carlo Marianelli - sorprendono per l’estrema attualità del contesto storico e sociale ma anche per il percorso interiore e gli eventi concreti che il Santo attraversa nella sua vita. Nel XII secolo Pisa è stata veramente un crocevia tra occidente e oriente. Teatro e fulcro di mutamenti che si riveleranno epocali. Una città cosmopolita e multietnica. Ricca di opportunità ma anche di rischi. Un luogo in cui era possibile arricchirsi ma anche perdere sé stessi. Una quotidianità spesso violenta, forse anche a motivo di tanta diversità."

Da qui nasce l’idea di raccontare San Ranieri non come figura lontana, ma come esperienza che parla anche al presente. "Questo il contesto della storia di Ranieri. Un ragazzo che si è perso, non studia, non lavora e consuma i suoi nella dissolutezza. Se guardiamo il nostro presente quasi tutti abbiamo un parente, un amico o un conoscente che ha vissuto o sta vivendo una situazione simile, in un contesto non troppo diverso. Vite segnate che troppo spesso si avviano verso un epilogo distruttivo. Senza l’ambizione di salvar nessuno, raccontare oggi la storia di Ranieri è venuto quasi naturale. Un ragazzo che trascende dal suo destino e, salvato, diventa salvezza."

Il progetto, ha ricordato Marianelli, arriva da un percorso partito anni fa e portato avanti fino alla fase realizzativa grazie al lavoro condiviso tra più figure. "Questo progetto parte da lontano. Era una bozza incompiuta ferma lì da diversi anni. Poi l’incontro con Sandro Del Rosso, che si è fatto carico di renderne possibile la realizzazione senza mai lasciarsi intimorire dai problemi e le difficoltà che normalmente si incontrano quando si vuol portare un’idea nel mondo reale. Terminata la stesura del copione e dei principali brani musicali, risultato impensabile senza il sostegno di Antonio Azzarà e Massimiliano Orazioni, si è passati alla fase realizzativa. La regia è stata affidata a Marco Di Stefano, la realizzazione musicale a Giulio Collavoli e la parte tecnica ad Alessandro Bufalini. Musicisti e attori provengono da realtà eterogenee, tanto professionistiche che amatoriali”.