Scontro politico sul Piano Operativo comunale. I capigruppo di opposizione hanno inviato una diffida al sindaco Michele Conti e alla giunta, con conoscenza anche al Prefetto, denunciando la mancata disponibilità della delibera completa con tutti gli allegati a pochi giorni dal voto in consiglio comunale. Il documento è firmato congiuntamente da Giulia Contini, Capogruppo Diritti in Comune: Una città in Comune – Rifondazione Comunista, Paolo Martinelli, Capogruppo La città delle Persone, Luigi Sofia, Capogruppo Sinistra Unita per Pisa e Matteo Trapani, Capogruppo Partito Democratico.
Al centro della contestazione ci sono tempi e modalità con cui si sta arrivando alla discussione prevista per il 22 e 23 Aprile. Secondo le opposizioni, la documentazione non sarebbe ancora stata depositata integralmente, rendendo difficile per i consiglieri svolgere il proprio lavoro. "Si tratta in buona sostanza di un voto al buio dato che ancora la documentazione completa non risulta essere stata depositata presso la Presidenza del Consiglio, a meno di dieci giorni dal voto su una delibera importantissima, che determina le sorti urbanistiche della nostra città", hanno scritto i capigruppo.
La critica riguarda anche il percorso nelle commissioni consiliari. La delibera, viene sottolineato, sarà illustrata nella sua completezza solo il 20 Aprile in Prima commissione, con l’intenzione di arrivare subito al parere. Una tempistica ritenuta insufficiente per analizzare un atto considerato strategico per il futuro della città. "Quello che denunciamo oggi è che in queste condizioni viene negata la possibilità per i consiglieri e le consigliere di espletare correttamente il proprio mandato politico", hanno aggiunto.
Le difficoltà segnalate riguardano anche la consultazione degli atti, in particolare delle cartografie, con tempi e spazi giudicati non adeguati. Una situazione che, secondo i firmatari, limiterebbe la possibilità di preparare eventuali modifiche. "Riteniamo che in questo modo si stia di fatto operando per rendere impossibile alle minoranze di preparare eventuali proposte emendative per tempo e con piena cognizione", hanno scritto.
Da qui la decisione di procedere con una diffida formale. "Riteniamo molto grave quanto sta avvenendo su una delibera che riguarda il futuro della città con una restrizione inammissibile degli spazi di analisi e studio e per questo oggi siamo stati costretti a procedere con questa ulteriore formale diffida", hanno concluso i capigruppo di opposizione.