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Ospedalino, Rifondazione chiede garanzie

Il Prc interviene sul futuro dell'Ospedalino di Navacchio,: "Servono garanzie per 26 posti letto e 20 lavoratori a rischio".

La chiusura dell'Ospedalino di Navacchio resta una ferita aperta per la comunità. A intervenire sono la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista Pisa e il circolo Prc di Cascina, che chiedono garanzie immediate sul futuro della struttura, dei 26 posti letto di cure intermedie e dei circa 20 posti di lavoro ritenuti a rischio.

Per Rifondazione, la situazione non può essere letta solo come una crisi gestionale. Il caso dell'Ospedalino viene inserito in un quadro più ampio, legato alla progressiva trasformazione della sanità pubblica e al crescente ricorso a convenzioni con soggetti privati o del privato sociale.

La Casa di Cura Misericordia di Navacchio è infatti una struttura privata accreditata che gestisce, attraverso una convenzione con Asl Toscana Nord Ovest e Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, un ospedale di comunità destinato alle cure intermedie. La Misericordia avrebbe segnalato che le tariffe attuali non sono più sufficienti a coprire i costi di gestione.

"La domanda politica, però, è un’altra: può un servizio sanitario essenziale dipendere dalla convenienza economica di un soggetto privato? A nostro avviso, no", hanno scritto Rifondazione Comunista Pisa e il circolo di Cascina.

Il partito chiede quindi di difendere il servizio, ma anche di aprire una riflessione sul modello. "È indispensabile difendere i 26 posti letto oggi presenti nella struttura, perché rappresentano una risorsa fondamentale per la sanità territoriale e contribuiscono a ridurre la pressione sugli ospedali. È altrettanto indispensabile garantire la tutela di tutti i lavoratori e le lavoratrici coinvolti".

Secondo Rifondazione, però, non basta aumentare le risorse destinate alla convenzione. "La vera questione è un’altra: se quel servizio è indispensabile per il territorio, allora deve essere il servizio sanitario pubblico a farsene direttamente carico".

Da qui la richiesta di superare progressivamente il sistema delle convenzioni nei servizi essenziali, rafforzando la gestione pubblica diretta e riportando all'interno del servizio sanitario funzioni oggi affidate all'esterno.

"La difesa della sanità pubblica non consiste nel garantire la redditività delle convenzioni, ma nel garantire universalità, programmazione pubblica e controllo democratico dei servizi", prosegue il comunicato.

La conclusione è una richiesta precisa alle istituzioni: "Non bisogna però rassegnarsi a rassicurazioni vuote. Occorrono garanzie immediate, nero su bianco, per il mantenimento della struttura, dei 26 posti letto e dei 20 posti di lavoro a rischio".