Prosegue il confronto politico sul Piano Operativo Comunale e, in particolare, sulle previsioni che riguardano la mensa universitaria di via Martiri e la Sala studio Pacinotti. Dopo l'intervento del consigliere comunale Enrico Bruni, arriva la replica del consigliere Lorenzo Vouk, che respinge le accuse e difende il contenuto delle norme.
Bruni aveva contestato le previsioni inserite nel Piano Operativo Comunale sostenendo che "Le carte del Piano Operativo Comunale parlano chiarissimo". Secondo il consigliere, "Per l’ambito 9, relativo alla sede della mensa universitaria di via Martiri, il Piano prevede tra gli interventi consentiti anche la sostituzione edilizia. E aggiunge testualmente che, nel caso si proceda a sostituzione edilizia, è ammessa la realizzazione di un parcheggio, anche con soluzione multipiano. Tradotto: il POC apre alla possibilità di demolire e ricostruire, consentendo al posto di quell’intervento anche un parcheggio multipiano. Questo è il fatto politico."
Sempre secondo Bruni, anche "Per l’ambito 13, relativo alla Sala studio Pacinotti di via Buonarroti, il Piano prevede la sostituzione edilizia, oltre che il cambio di destinazione d’uso per funzioni di servizio e supporto all’attività didattica, oltre al recupero degli spazi pertinenziali per posti auto e alla realizzazione di un parcheggio quanto più possibile in aderenza all’edificato. Anche qui non siamo davanti a una tutela forte di uno spazio pubblico per studenti e città, ma a una previsione che ne consente lo stravolgimento."
Bruni aveva quindi chiesto alla maggioranza di modificare il Piano: "Se davvero non c’è nessuna volontà di sacrificare Mensa Martiri e Sala Pacinotti, perché nel POC su queste due voci sono state inserite sostituzione edilizia, cambio di destinazione d’uso e parcheggi? Perché non si scrive chiaramente che quegli spazi devono restare spazi pubblici, sociali, universitari, accessibili alla città e agli studenti?" E aveva concluso: "Se Nerini e la maggioranza vogliono davvero smentire ogni preoccupazione, hanno una strada molto semplice: presentino e votino una osservazione che cancelli da quegli ambiti ogni riferimento alla sostituzione edilizia, al cambio di destinazione d’uso e alla realizzazione di parcheggi. Scrivano nel POC che Mensa Martiri e Sala Pacinotti devono essere tutelate e rafforzate nella loro funzione pubblica, universitaria e sociale. Fino a quel momento, le loro rassicurazioni valgono zero."
A queste affermazioni ha risposto Vouk, aprendo il proprio intervento con una citazione: "La celebre affermazione attribuita a Socrate, “So di non sapere”, evidentemente fatica ancora a trovare applicazione nel dibattito politico cittadino. Il consigliere Bruni continua infatti a dimostrare di non aver letto correttamente le norme di attuazione del POC e, anziché approfondirne il contenuto, preferisce raccogliere firme sulla base di un’interpretazione errata dell’articolo 33 della Disciplina di Piano, contribuendo a diffondere informazioni non corrispondenti alla realtà."
Entrando nel merito, Vouk ha sostenuto che "L’articolo 33 è estremamente chiaro: per l’Ambito 9 (sede della mensa universitaria di via Martiri) e per l’Ambito 13 (sale studio Pacinotti), un eventuale cambio di destinazione d’uso può essere autorizzato esclusivamente a seguito della presentazione di un Progetto Unitario Convenzionato da parte dei proprietari degli immobili. Non si tratta quindi di una scelta unilaterale del Comune, che si è limitato a prevedere una possibilità urbanistica subordinata all’iniziativa dei soggetti proprietari. Parlare di una volontà del Comune di trasformare queste strutture significa quindi travisare il contenuto delle norme."
Il consigliere ha quindi aggiunto: "Per questo motivo appare incomprensibile continuare a sostenere una narrazione che non trova alcun riscontro negli atti. Sarebbe più serio riconoscere di aver interpretato erroneamente la disciplina urbanistica piuttosto che perseverare nella diffusione di informazioni fuorvianti."
Infine, Vouk ha ricordato che "È bene ricordare che parcheggi in quell’area erano già stati previsti da precedenti strumenti urbanistici approvati durante le amministrazioni di due sindaci antecedenti a Conti, entrambi espressione del Partito Democratico. Colpisce quindi che oggi Bruni contesti previsioni urbanistiche, viene anche da chiedersi dove fosse collocato politicamente a quei tempi visto che non ricorda il posizionamento di esponenti del suo partito, dato che affondano le proprie radici proprio nelle scelte compiute dalle amministrazioni del suo stesso partito. Oltre a porsi in evidente contraddizione con quella storia amministrativa, la sua ricostruzione risulta sempre più priva di coerenza sul piano logico e dei fatti."
Il consigliere ha concluso sottolineando che il confronto politico è sempre legittimo, ma dovrebbe basarsi "sulla lettura corretta degli atti e sul rispetto della verità dei fatti, non sulla diffusione di interpretazioni che rischiano soltanto di alimentare confusione tra i cittadini."