Un flash mob per denunciare la precarietà nel mondo della ricerca pubblica e chiedere interventi concreti per le stabilizzazioni. È quello organizzato dal movimento Precari Uniti del Cnr, che martedì 8 Luglio alle 11 scenderà in piazza in numerose sedi del Consiglio Nazionale delle Ricerche. In Toscana la manifestazione si svolgerà davanti all'Area della Ricerca di Sesto Fiorentino, coinvolgendo personale precario e strutturato.
I Precari Uniti del Cnr spiegano le ragioni della mobilitazione: "La precarietà del lavoro al CNR riguarda una platea nazionale stimata lo scorso anno in circa quattromila lavoratrici e lavoratori, pari a un terzo del personale complessivo dell'Ente, molti dei quali già giunti alla scadenza del proprio contratto. Questa condizione non rappresenta soltanto un'urgente questione occupazionale e sociale, ma investe direttamente la capacità del sistema pubblico della ricerca di garantire continuità scientifica e di preservare competenze costruite nel tempo anche attraverso ingenti investimenti pubblici, inclusi quelli collegati al PNRR".
I Precari Uniti ricordano inoltre che "i recenti sviluppi relativi all'applicazione parziale dell'articolo 20 del decreto legislativo 75/2017 hanno consentito la stabilizzazione di soli 185 lavoratori su 691 in possesso dei requisiti. Una quota rilevante di lavoratrici e lavoratori resta quindi oggi esclusa dalla stabilizzazione secondo la legge, mentre il personale il cui contratto è già cessato non ha prospettive di riprendere il lavoro". Il movimento sottolinea anche come molti ricercatori abbiano già superato numerose selezioni pubbliche o siano rientrati dall'estero grazie alle opportunità offerte dal Pnrr, trovandosi oggi nuovamente in una situazione di forte incertezza.
Per sensibilizzare l'opinione pubblica saranno utilizzate immagini simboliche. "L'idea è rappresentare in modo visivo quello che sta accadendo da anni: centinaia di ricercatrici e ricercatori formati con risorse pubbliche stanno venendo espulsi dal sistema perché i finanziamenti straordinari finiscono e non vengono sostituiti da risorse strutturali. Questi ricercatori rappresentano la nuova generazione di scienziati italiani, che il nostro Paese sta cacciando via: è il suicidio della ricerca italiana".
Nel corso del flash mob saranno esposti manichini e fantocci con cartelli come "ricercatore precario", "ricerca italiana" e "ricerca precaria", insieme ad altri che simuleranno una caduta con un paracadute contrassegnato dalla scritta "PNRR".