La proroga dell’appalto nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali accende la polemica. A intervenire è la Fisascat CISL Pisa, che parla di una scelta assunta senza confronto con le organizzazioni sindacali e senza adeguata informazione alle lavoratrici coinvolte.
Il sindacato segue da tempo la situazione delle cuoche e delle ausiliarie impiegate nei servizi non educativi, interessate da un cambio di appalto alla fine del 2022 che, secondo quanto riportato, ha comportato una significativa riduzione salariale.
"Nonostante le numerose iniziative di mobilitazione e le richieste di confronto avanzate nel tempo, la situazione non ha registrato sostanziali miglioramenti, se non limitati adeguamenti normativi e l’introduzione di prestazioni aggiuntive che hanno comportato un aumento dei carichi di lavoro. In vista della scadenza dell’affidamento a fine 2025, Fisascat CISL aveva ripetutamente richiesto l’apertura di un tavolo di confronto con l’Assessore competente e con gli uffici comunali, al fine di avviare una contrattazione preventiva. A tali richieste non è pervenuto alcun riscontro".
Secondo quanto comunicato, con determina dirigenziale del 15 Gennaio 2026 l’Amministrazione avrebbe disposto la proroga dell’affidamento fino al 31 Gennaio 2028.
"Apprendiamo invece che, con determina dirigenziale del 15 gennaio 2026, l’Amministrazione comunale ha disposto la proroga dell’affidamento fino al 31 gennaio 2028, senza alcuna preventiva informazione alle lavoratrici e alle organizzazioni sindacali. Una decisione che riteniamo grave sotto il profilo della trasparenza e delle corrette relazioni sindacali, anche in considerazione della difficoltà di reperimento dell’atto attraverso i canali dell’Amministrazione Trasparente. La proroga comporta il mantenimento delle attuali condizioni economiche e contrattuali per ulteriori due anni, senza possibilità di interventi migliorativi".
"Per quanto riguarda la Scuola dell’infanzia Montessori di Pisa, l’atto prevede una proroga fino al 30 giugno 2027, con eventuale estensione al 31 gennaio 2028 qualora non si concluda positivamente il percorso di statalizzazione, richiamato nella deliberazione di Giunta Comunale n. 62 del 27 marzo 2025". Fisascat CISL chiede un chiarimento urgente, al fine di valutare eventuali ricadute occupazionali e garantire la piena tutela delle lavoratrici coinvolte".