Politica

Referendum, Boccia a Riglione per il No

Circa 200 persone all'Arci La Pagoda per la cena e il confronto sul referendum del 22 e 23 Marzo con Boccia e la senatrice Zambito

Prosegue anche a Pisa la campagna referendaria in vista del voto del 22 e 23 Marzo sulla riforma della giustizia. A Riglione, al circolo Arci "La Pagoda", si è svolta una serata dedicata al sostegno del No che ha visto la partecipazione di circa duecento persone.

L’iniziativa è stata organizzata come momento conviviale e di confronto pubblico sul referendum. Ospite principale il senatore Francesco Boccia, capogruppo del Partito Democratico al Senato, intervenuto insieme alla senatrice Ylenia Zambito nell’incontro dal titolo "La situazione politica e la sfida del referendum". Alla serata hanno partecipato anche il presidente della Provincia Massimiliano Angori, l’assessora regionale Alessandra Nardini e il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo.

Ad aprire l’incontro è stato il deputato Vinicio Peluffo, che ha richiamato l’attenzione sull’ultima fase della campagna referendaria. "Il grande lavoro di volontari e militanti è stato fino ad oggi esemplare ed è bello vedere che c'è una grande voglia di fare questo sforzo finale negli ultimi giorni di campagna: quella del PD è una comunità viva e convinta nel difendere la nostra Costituzione dagli attacchi di questo Governo".

Soddisfazione è stata espressa anche da Ylenia Zambito, che ha sottolineato la partecipazione alla serata. "La bella serata, molto partecipata, nella quale abbiamo lanciato un appello ai presenti per portare le persone a votare No, con un pensiero agli indecisi che potranno trovare apertura nei nostri comitati per approfondire le ragioni dell'opposizione alla riforma Meloni-Nordio ed abbracciare le posizioni di chi vuole bene alla nostra Costituzione, al nostro Paese".

Nel suo intervento il senatore Boccia ha espresso una critica netta alla riforma proposta dal Governo. "Questa non è una riforma sulla giustizia o per la giustizia, è una riforma contro la Costituzione, che altera l’equilibrio tra i poteri dello Stato: nessun potere statale può essere illimitato, men che meno quello del Governo".

Il capogruppo dem al Senato ha poi ribadito le ragioni della campagna per il No. "La riforma di Nordio mina le fondamenta della nostra Costituzione, non accelera i processi, non consente alla giustizia italiana di migliorare e soprattutto non migliora le condizioni di chi ha bisogno di giustizia".

Boccia ha infine collegato il referendum agli equilibri istituzionali del Paese. "Ecco perché se si vuole davvero migliorare la giustizia, bisogna difendere la Costituzione votando No. Chi vota Sì deve sapere che il giorno dopo ci sarà il premierato, ci saranno i pieni poteri per Giorgia Meloni e sarà la fine della Costituzione così come l'abbiamo conosciuta in questi ottant’anni".