Un esame difficilissimo e il Pisa ci arriva con un’idea in continuità rispetto alla sfida col Verona: prima non prenderle. Oscar Hiljemark ha iniziato mettendo mano all’assetto difensivo e al Bentegodi lo 0-0 nello scontro diretto col Verona ha dato ordine, più che di brillantezza.
Adesso il banco di prova si alza di colpo, perché all’Arena sbarca il Milan e, per una squadra ultima e con pochissimi punti, ogni scelta pesa doppio. La sensazione è che dietro non si tocchi quasi nulla. Il terzetto con Caracciolo in mezzo e Canestrelli e Bozhinov ai lati è la base da cui ripartire, anche se sul bulgaro andrà tenuto d’occhio un fastidio alla caviglia dopo l’uscita a Verona.
In mezzo le indicazioni arrivano da Felipe Loyola. Il Pisa ragiona su un centrocampo “a due”, di fatto è lo stesso giocatore ad averlo ammesso ieri in conferenza stampa, “Con Hiljemark qui a Pisa giochiamo in un centrocampo a due e devo dare più equilibrio, ma nonostante questo cercherò lo stesso di inserirmi”. È una frase che spoilera un po' le intenzioni del tecnico sulla mediana.
Sulle corsie, salvo sorprese, ancora Touré e Angori. E qui si entra nel punto più delicato: l’attacco. Hiljemark deve decidere quanto rischiare. A Verona si è visto un cantiere aperto, ma col Milan potrebbe servire più imprevedibilità e quindi aumentano le candidature di chi può accendere una giocata tra le linee. Tramoni spinge per partire titolare, ad esempio, dopo la discussa assenza in campo nella sfida con gli scaligeri.
Il modulo può dirci tanto. Un 3-4-2-1 che, in certe fasi, può assomigliare a un 3-4-3 o a un 3-4-1-2: dipende da dove parte Tramoni e da quanta compagnia avrà la punta. Durosinmi si candida forte per stare davanti e attaccare la profondità. Moreo resta il riferimento per legare le transizioni e far respirare la squadra. E poi c’è Iling-Junior: se il Pisa resta così “coperto”, è difficile pensarlo da esterno di centrocampo con troppi compiti difensivi. Più facile vederlo alto, sulla linea offensiva, per sfruttare campo e strappi. Dal suo impiego eventuale dal primo minuto potrebbe cambiare tutta la geografia del reparto offensivo.
Dall’altra parte, il Milan arriverà con più energie del solito: nel weekend non ha giocato per il rinvio col Como legato alla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi a San Siro. Allegri spera di avere Pulisic, che sembra recuperato, e Leao almeno a disposizione, anche se con gestione e dubbi fino all’ultimo, mentre Saelemakers non dovrebbe recuperare.
Per il Pisa, insomma, la partita è una questione di dettagli. Se deve essere una serata “brutta” ma utile, Hiljemark lo sa già: passerà tutto dalle transizioni.