Il Consiglio comunale ha approvato la micro-variante urbanistica necessaria all’ampliamento della Farmigea, storica azienda farmaceutica fondata a Pisa nel 1946 e oggi pronta a investire per rafforzare la propria presenza sul territorio. La modifica autorizza un incremento del 5% della superficie coperta, dal 70 al 75%, in linea con le normative vigenti e con l’impegno da parte della società a realizzare nuove aree verdi e parcheggi pubblici.
"La richiesta è semplice e ragionevole", ha spiegato la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Elena Del Rosso. "Non si tratta di uno strappo alle regole, ma di un allineamento a quanto già previsto dalla normativa regionale e nazionale. Il Comune di Pisa prevede una percentuale di aree permeabili superiore a quella richiesta dalla Regione".
Secondo Del Rosso, l’approvazione della variante rappresenta una decisione strategica per l’economia cittadina. "Farmigea vuole rimanere a Pisa e creare una ventina di posti di lavoro. È un’occasione da cogliere, non da ostacolare", ha sottolineato.
Il provvedimento è passato, ma ha messo in evidenza divisioni nette tra le opposizioni. "Martinelli ha votato a favore, Auletta contro, mentre il Partito Democratico ha scelto di non partecipare al voto", ha osservato Del Rosso. "Un fronte spaccato che dimostra come il cosiddetto campo largo non abbia una visione comune su lavoro, sviluppo e industria".
Critica anche la posizione ambientalista di una parte della minoranza. "È l’ennesima occasione persa per sostenere l’occupazione, soprattutto quella giovanile", ha concluso Del Rosso. "La sinistra continua a privilegiare un ecologismo ideologico e l’immobilismo rispetto a scelte concrete che sostengono imprese e lavoratori. Noi, invece, saremo sempre al fianco di chi investe, produce e crea lavoro sul nostro territorio".
I consiglieri comunali de La città delle Persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Gianluca Gionfriddo sono intervenuti a loro volta sulla delibera relativa alla variante urbanistica SUAP per Farmigea, sottolineando il contesto e le criticità della scelta. “Siamo in una fase delicata, in attesa dell’approvazione del nuovo Piano Operativo Comunale che ancora non conosciamo perché non presentato nella sua versione previsionale - spiegano i consiglieri - ed è la seconda volta in pochi mesi che l'amministrazione comunale utilizza una procedura semplificata tramite Suap in deroga al regolamento urbanistico vigente, prevista dalla legge regionale ma da maneggiare con cura in casi davvero eccezionali. È uno strumento legittimo, ma a nostro avviso va usato con grande cautela. Il Comune ha il ruolo della pianificazione urbanistica e deve essere proattivo nelle scelte di visione del territorio senza limitarsi a valutare le richieste dei privati. Il proliferare di queste deroghe va quindi scongiurato”. Detto questo, La città delle Persone ribadisce che “ogni caso è a sé e va studiato e valutato nel merito. Nel caso specifico in questione, la delibera chiarisce nero su bianco che l’impossibilità di ampliare lo stabilimento - necessità dovuta alle prescrizioni AIFA da rispettare entro novembre 2027 per l'ottenimento delle certificazioni necessarie a svolgere l'attività - avrebbe comportato la delocalizzazione della produzione e il rischio di una riduzione dell’80% dei posti di lavoro. La deroga al regolamento urbanistico comunale, che correttamente richiede cautelativamente una dotazione minima di spazi verdi di pertinenza pari al 30% della superficie fondiaria, oltre a rimane piuttosto contenuta, e comunque dentro i limiti di legge oltre che all'interno della proprietà privata, porta ad un investimento che garantirebbe il mantenimento e lo sviluppo dell’attività sul territorio, la tutela occupazionale e la creazione di 20 nuovi posti di lavoro, oltre a interventi compensativi su terreni comunali di verde e standard parcheggi da definire in convenzione”, spiegano i consiglieri. “Il Comune, mettendo nero su bianco queste motivazioni, si è assunto una responsabilità importante, a cui dovranno seguire i fatti". Per queste ragioni, LCDP ha votato favorevolmente, a tutela del mantenimento della produzione e maggiori opportunità lavorative per lo sviluppo economico ed occupazionale del territorio di cui questa realtà storica ed eccellente del tessuto produttivo pisano fa parte, ma non senza criticità. Concludono Martinelli, Lacroce e Gionfriddo: "Abbiamo espresso il parere che sarebbe stato opportuno che il Consiglio per esprimersi con più compiutezza avesse avuto modo già di valutare la futura bozza di convenzione tra il Comune e l'azienda ed abbiamo chiesto che l'amministrazione si faccia carico di garanzie precise sugli impegni occupazionali di sviluppo dell'azienda, sulla realizzazione di aree verdi pubbliche e su interventi di risparmio energetico del nuovo stabilimento. Riteniamo inoltre che la commissione urbanistica debba essere aggiornata e coinvolta nella definizione delle compensazioni e nell'identificazione delle aree comunali su cui l'azienda interverrà su indicazioni del comune, perché le deroghe, per quanto motivate come avvenuto a nostro avviso in questo caso, devono comunque inserirsi in una pianificazione condivisa del territorio”.