Una petizione lanciata da un gruppo di genitori del liceo Dini riaccende il dibattito sulla sicurezza in centro storico, in particolare per i più giovani. La richiesta è chiara, "Serve più vigilanza, ma anche prevenzione". L’iniziativa, sostenuta anche dal coordinamento provinciale dei Liberaldemocratici, nasce dopo una serie di episodi di violenza e aggressioni che hanno coinvolto adolescenti, spesso nei pressi dei locali della movida. L’ultimo episodio, non denunciato, risale al 3 Gennaio, quando in piazza una lite tra coetanei è degenerata dopo il lancio di un drink, con tanto di richiesta di "risarcimento" in denaro. Una modalità già segnalata in altri episodi.
La petizione è rivolta a Comune, Prefettura e autorità di pubblica sicurezza: si chiede una presenza più visibile delle forze dell’ordine nelle aree critiche, attenzione al disagio giovanile e misure di contrasto e prevenzione che coinvolgano anche scuole e famiglie. "Il susseguirsi di episodi di violenza sta alimentando un clima di insicurezza diffuso", si legge nel testo, "le nostre figlie e i nostri figli cominciano ad aver paura di muoversi liberamente".
Sulla questione interviene anche Enrico Bruni, consigliere comunale del partito democratico, "Condivido con convinzione questa petizione, perché non stiamo parlando di eccezioni, ma del segnale di nuove forme di marginalità giovanile. Rabbia, solitudine, assenza di prospettive stanno alimentando dinamiche sempre più difficili da intercettare". Bruni rilancia la necessità di affiancare alla vigilanza una strategia pubblica strutturata: "Non bastano gli slogan. Dobbiamo investire in scuola, educazione, servizi e spazi per i giovani. La sicurezza non è solo ordine pubblico, è coesione sociale".