Pisa Sporting Club

Stadio, ZTL a Porta a Lucca: sala piena e dubbi

Oltre 200 alle Mazzini. Conti, "Qui per ascoltarvi". Residenti e negozianti chiedono correttivi e più pass. Nuovo incontro nei prossimi giorni

Conti parla all'incontro pubblico coi residenti (Foto Domenico Bufalino)

Aula Magna piena oltre il limite. Più di 200 persone. Moltissimi in piedi. E una ventina sedute per terra nel corridoio centrale, perché non c’era più spazio. È stata questa, ieri, la fotografia dell’incontro pubblico organizzato dal Comune di Pisa e da Pisamo per spiegare la Zona a Traffico Limitato a Porta a Lucca nei giorni delle partite del Pisa Sporting Club.

In cattedra il sindaco Michele Conti e l’assessore alla mobilità Massimo Dringoli, con il presidente di Pisamo Alberto Giovannelli, il direttore Alessandro Fiorindi e i tecnici. Conti ha aperto ricostruendo la lunga convivenza del quartiere con lo stadio e il motivo del provvedimento. "La ZTL nasce come uno strumento per cercare di tutelare i cittadini", ha detto. Poi ha richiamato le segnalazioni arrivate negli anni.

Il sindaco ha insistito sul carattere di prova. "Si tratta solo di 6 partite, quindi sostanzialmente sono 6 giorni dove faremo questa prova e capiremo anche l’opportunità e le difficoltà", ha spiegato, ricordando che si partirà da Pisa-Bologna. Sulla fascia oraria, l’impostazione annunciata è già nota: attivazione due ore prima del fischio d’inizio e stop al termine della gara. Ma con un’ipotesi di correzione già sul tavolo. "Noi vorremmo arrivare poi al punto di riaprire dalla ripresa del secondo tempo", ha detto, per ridurre l’impatto quando chi va allo stadio è già arrivato. 

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La parte tecnica, però, non ha spento il confronto. Anzi. Dopo la prima mezz’ora, la sala ha iniziato a incalzare. C’è chi ha giudicato la ZTL un “macchinario” complicato e chi ha chiesto la linea dura su divieti e soste selvagge, "Faccia fare tantissime multe". Proprio sulle multe, qualcuno tra i residenti ha anche sollevato l'ipotesi che, dalla Prefettura, sia stata una precisa direttiva da parte delle autorità non inasprire le misure per chi si reca allo stadio, ma Conti non ha replicato a tali considerazioni. Altri hanno chiesto di allargare la platea dei pass, per non spostare il problema sulle strade di confine, "Se proprio ci tenete tanto a questa cosa, potrebbe essere giusto estenderlo per tutta la zona nord di Pisa fino al confine con San Giuliano".

Il tema dei parcheggi è tornato più volte. Da una parte i posti indicati per chi viene allo stadio. Dall’altra le proposte dal pubblico: sfruttare aree oggi poco usate e, come è stato detto in sala, "il sottopasso della PAM, la ex Superal c’è quell’area vastissima inutilizzata". Qualcuno ha chiesto anche soluzioni più “elastiche”, con soste brevi che non penalizzino chi deve fare una commissione o raggiungere un parente. Un residente l’ha messa così, "È il tempo che discrimina chi ha la necessità di passare e chi ha la pretesa di andare in macchina allo stadio". Il sindaco ha annotato tutto aprendo anche alla possibilità di utilizzare il parcheggio della ex Superal

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Dentro la discussione è entrato anche il fronte commercio. C’è chi teme un effetto immediato sulle attività del quartiere, soprattutto il sabato, "Le due ore sono perfettamente inutili" e chi, invece, ha chiesto garanzie pratiche per i clienti, "Il problema è come fare arrivare i miei clienti". In mezzo, anche storie personali. Una residente con difficoltà di movimento ha portato il suo caso, "Io sono bloccata in casa e non posso più uscire per questa regola".

Conti, chiamato più volte in causa, ha provato a riportare ordine e tono. "Noi siamo lì qui proprio per ascoltarvi, per cui non è che siamo lì qui per imporre nulla a nessuno", ha detto, chiedendo interventi uno alla volta. Diverse proposte sono state annotate, comprese quelle su pass più estesi ai residenti, sosta regolata a tempo e utilizzo di parcheggi alternativi nei giorni di gara.

La serata si è chiusa con un impegno politico preciso: ci sarà un altro incontro pubblico, la prossima settimana, non solo con i residenti ma anche con i commercianti. Un passaggio atteso, perché una parte della sala ha contestato tempi e metodo: "Se volevate venire incontro ai cittadini in questa riunione, la facevate prima, mesi prima di decidere tutto". I prossimi giorni diranno se il “test” delle gare basterà a cucire una soluzione che tenga insieme stadio, quartiere e lavoro, mentre la tenuta del quartiere scricchiola e la maggioranza dei residenti ha anche applaudito, in massa, all'invito di spostare lo stadio da un'altra parte. "Questo non si può più fare", ha chiuso Conti. 

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