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Takeda, stop ai 67 licenziamenti

Sospesa la disdetta dei contratti di somministrazione. La Regione punta sugli ammortizzatori sociali e chiede il piano industriale

Si apre uno spiraglio nella vertenza Takeda. La disdetta dei 67 contratti di somministrazione annunciata dall'azienda è stata sospesa e il confronto tra le parti riprenderà il 6 Agosto al tavolo convocato dalla Regione Toscana, con l'obiettivo di individuare una soluzione per i lavoratori coinvolti e fare chiarezza sul futuro dello stabilimento pisano della multinazionale del biofarmaco.

L'esito del confronto, svoltosi a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, è stato illustrato dalla Regione Toscana, che parla di una prima apertura dell'azienda verso il possibile utilizzo di un ammortizzatore sociale per accompagnare il processo di riorganizzazione annunciato.

"Viste le aperture reciproche che azienda e sindacati si sono scambiate, confidiamo che con la buona volontà di tutti si possa trovare una soluzione sostenibile e nell'interesse di tutti", ha detto Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani per le crisi aziendali. "Siamo ancora in una fase interlocutoria. Fino alla prossima riunione ogni decisione dell'azienda è stata comunque sospesa", ha aggiunto.

Secondo quanto emerso durante il tavolo, Takeda avrebbe confermato che i 177 dipendenti diretti dello stabilimento non perderanno il posto di lavoro, ma saranno coinvolti in un percorso di ricollocazione interno al sito. Resta invece aperta la questione dei lavoratori in somministrazione, per i quali la Regione si è detta pronta a supportare tecnicamente l'azienda nella ricerca dello strumento più adatto tra gli ammortizzatori sociali disponibili.

Nel prossimo incontro del 6 Agosto Takeda dovrà inoltre presentare un piano industriale dettagliato, richiesto dalla Regione, che chiarisca la natura della riorganizzazione e le prospettive dello stabilimento di Pisa. L'azienda avrebbe fornito anche una prima rassicurazione sugli investimenti futuri, parlando di un piano da oltre 30 milioni di euro destinato al sito pisano.

"Da questo punto di vista, la riunione del tavolo regionale ha compiuto un primo passo in avanti con una significativa apertura dell'azienda ad un possibile ricorso ad uno degli ammortizzatori sociali virtuosi, cioè finalizzati non a gestire una crisi, che in questo caso non c'è, ma appunto a sostenere una riorganizzazione complessiva dell'azienda. Sarà nostra cura assistere l'azienda nella verifica tecnica di questi strumenti", ha commentato Fabiani.

Sulla vertenza è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, che ha definito la sospensione delle disdette un primo risultato positivo.

"La sospensione della disdetta dei contratti di somministrazione dei 67 lavoratori dello stabilimento Takeda di Pisa è un primo risultato importante. È il frutto della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, dell'impegno delle organizzazioni sindacali e dell'apertura del tavolo istituzionale da parte della Regione Toscana", ha detto Mazzeo.

Per l'esponente del Partito Democratico la partita resta comunque aperta.

"È stato evitato che decine di persone perdessero immediatamente il proprio posto di lavoro, ma la vertenza non è ancora conclusa. Adesso bisogna utilizzare il tempo guadagnato per costruire una soluzione stabile che tuteli tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, compresi coloro che, pur formalmente assunti attraverso la somministrazione, lavorano da anni nello stabilimento e sono parte integrante della sua organizzazione produttiva", ha aggiunto.

Mazzeo ha infine indicato nel prossimo confronto un passaggio decisivo per il futuro dello stabilimento.

"Il prossimo incontro del 6 Agosto dovrà rappresentare un passaggio decisivo. Ci aspettiamo da Takeda risposte concrete sia sulla salvaguardia dei 67 posti di lavoro sia sulle prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento di Pisa. Un sito strategico per il territorio e per l'intero comparto farmaceutico toscano non può essere progressivamente impoverito attraverso delocalizzazioni e riduzioni dell'occupazione", ha commentato, concludendo: "La Regione Toscana continuerà a seguire la vertenza e a mettere in campo tutti gli strumenti disponibili. L'obiettivo deve essere chiaro: nessun lavoratore deve essere lasciato indietro e lo stabilimento pisano deve avere un futuro industriale solido".