Si apre uno spiraglio nella vertenza Takeda. Dopo lo sciopero del 29 Giugno e le iniziative di mobilitazione promosse dai lavoratori, è stata sospesa fino al 31 Luglio la procedura di cessazione dei contratti di somministrazione. La decisione è contenuta nel verbale di accordo sottoscritto tra l'azienda e la Filctem Cgil Pisa, che apre un tavolo di confronto sul futuro del sito produttivo pisano.
Secondo quanto reso noto dalla Cgil Pisa, il risultato è maturato grazie alla forte adesione allo sciopero e alla volontà delle lavoratrici e dei lavoratori di proseguire la mobilitazione. L'obiettivo del confronto sarà quello di individuare una prospettiva di sviluppo per lo stabilimento, rivalutando l'allocazione delle risorse nei diversi reparti con particolare attenzione al personale impiegato in staff leasing. Nell'accordo, inoltre, Takeda ha dichiarato ufficialmente che "la citata delocalizzazione non determina impatti occupazionali sul personale diretto Takeda".
Per il sindacato si apre così una fase di trattativa che dovrà essere sfruttata fino in fondo, pur ritenendo limitato il tempo a disposizione. La sospensione delle cessazioni rappresenta infatti una prima apertura, ma la vertenza resta aperta.
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Trapani, che ha definito l'intesa "un primo, fondamentale passo in avanti che finalmente apre lo spazio per una trattativa vera e per un confronto franco sul futuro del sito di Pisa".
Trapani ha sottolineato che il risultato "non è piovuto dall'alto, ma è la conseguenza dello straordinario impegno, della dignità e della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, sia diretti che somministrati. A loro, e alle organizzazioni sindacali che hanno guidato la protesta con fermezza e senso di responsabilità, va il mio più profondo ringraziamento".
Il consigliere regionale ha ricordato anche il lavoro svolto nelle istituzioni. "Fin dal primo momento ho profuso il massimo impegno personale all'interno del Consiglio Regionale della Toscana, come in Comune a Pisa, per far sì che le istituzioni non restassero a guardare. La difesa del lavoro e delle competenze del polo pisano è una priorità assoluta. Abbiamo lavorato fin da subito per attivare tutti i canali di mediazione possibili, in linea anche con la mozione approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale di Pisa lo scorso 25 Giugno e con quella presentata in Regione".
Trapani ha infine invitato a mantenere alta l'attenzione in vista dei prossimi appuntamenti. "La guardia, tuttavia, resta altissima. Il tempo concesso per il negoziato è breve e non possiamo permetterci distrazioni. Seguiremo con estrema attenzione i passaggi dei prossimi giorni, a partire dai primi tavoli di mercoledì 8 Luglio. Ma l'appuntamento cruciale sarà giovedì 9 Luglio: una data fondamentale in cui si concentreranno lo Sciopero Generale dell'industria toscana, proclamato unitariamente da Cgil, Cisl e Uil, e l'apertura ufficiale del Tavolo di Crisi Regionale a Firenze. In quella sede vigileremo affinché gli impegni di Takeda si traducano in prospettive di sviluppo concrete e durature, azzerando l'impatto occupazionale della delocalizzazione e garantendo il futuro di lavoratrici e lavoratori".
“Lo stop fino al 31 luglio alle cessazioni dei rapporti di lavoro in somministrazione alla Takeda di Pisa è un segnale importante. Ma deve essere solo l’inizio. Ora l’azienda apra davvero il confronto e metta sul tavolo soluzioni capaci di salvaguardare tutti i posti di lavoro”. Così Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, interviene sulla vertenza Takeda dopo il verbale sottoscritto con la Filctem Cgil Pisa. “Questa sospensione - continua l'esponente dem - è il frutto della determinazione delle lavoratrici, dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, che hanno impedito che una scelta aziendale pesantissima passasse sotto silenzio. A loro va il mio ringraziamento. Hanno difeso non solo il proprio posto di lavoro, ma un principio più grande: nelle crisi industriali non possono pagare sempre le lavoratrici e i lavoratori”.
Proprio in vista del 9 Luglio, Cgil, Fiom e Filctem hanno ribadito le ragioni dello sciopero regionale dell'industria toscana, promosso per chiedere investimenti, politiche industriali e la tutela dell'occupazione. Secondo il sindacato, la crisi che interessa il comparto manifatturiero pisano coinvolge ormai anche il settore farmaceutico e mette a rischio un patrimonio produttivo fondamentale per il territorio.