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Takeda, Tribunale riconosce condotta antisindacale

Il Tribunale di Pisa riconosce la condotta antisindacale contestata a Takeda. Trapani: "Vittoria dei lavoratori, ma restano 67 posti da difendere ora"

Il Tribunale di Pisa ha riconosciuto il comportamento antisindacale contestato a Takeda nell'ambito della vertenza che da settimane interessa lo stabilimento pisano. La questione riguardava anche il diritto di sciopero e le conseguenze economiche prospettate ai lavoratori che avessero aderito alla mobilitazione. Una decisione che segna un passaggio importante nel confronto aperto tra azienda e organizzazioni sindacali, mentre resta ancora irrisolto il nodo principale: il futuro di 67 posti di lavoro.

Sul pronunciamento è intervenuta la CGIL, che con Filctem e Nidil aveva presentato il ricorso ex articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori. Il ricorso è stato accolto dal giudice del Tribunale di Pisa, che ha riconosciuto il carattere antisindacale della condotta contestata a Takeda.

La vicenda risale al 7 Agosto, quando i sindacati avevano proclamato un pacchetto di scioperi di un’ora alla fine di ogni turno nell’ambito della mobilitazione per i 67 lavoratori a rischio. Secondo quanto ricostruito dalla CGIL, quella sera l’azienda aveva inviato ai dipendenti una comunicazione nella quale veniva prospettata la trattenuta di un’intera giornata di stipendio, pari a otto ore, anche in caso di adesione a una sola ora di sciopero, oltre alla possibilità di azioni legali.

I sindacati avevano quindi diffidato formalmente Takeda dall’applicare trattenute superiori al periodo di effettiva astensione dal lavoro e, il 14 Agosto, avevano depositato il ricorso d’urgenza. "Il diritto di sciopero è costituzionalmente garantito e non può essere sottoposto a ricatti economici o a punizioni sproporzionate", hanno sottolineato Filctem CGIL Pisa e Nidil CGIL Pisa dopo la decisione del giudice.

La vertenza, però, non si chiude con il pronunciamento. I sindacati ricordano che lo sciopero era stato proclamato dopo la rottura del confronto al tavolo regionale e confermano come obiettivo la revoca delle 67 cessazioni dei contratti di staff leasing Adecco, insieme alla richiesta di dati e garanzie sulla tenuta occupazionale complessiva dello stabilimento pisano, sia per i dipendenti diretti sia per il personale in somministrazione. "La mobilitazione prosegue, tutti insieme, lavoratori diretti e somministrati", hanno concluso il segretario generale Filctem CGIL Pisa Alessandro Conforti e la segretaria generale Nidil CGIL Pisa Damiana Fiamingo.

Sulla decisione è intervenuto il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Trapani. "Accogliamo con grande soddisfazione la decisione del Tribunale di Pisa, che ha riconosciuto il comportamento antisindacale di Takeda. È prima di tutto una vittoria delle lavoratrici e dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, che hanno affrontato queste settimane con compattezza e determinazione, difendendo il diritto di sciopero e la dignità del lavoro", ha detto Trapani.

Il consigliere regionale ha rivolto un ringraziamento alle organizzazioni sindacali impegnate nella vertenza. "Alla Filctem CGIL, alla Nidil CGIL e soprattutto alle lavoratrici e ai lavoratori va il ringraziamento per non aver arretrato di fronte a una situazione difficile. La decisione del Tribunale dà forza alle loro ragioni e ribadisce un principio che non può essere messo in discussione: il diritto di sciopero non può essere condizionato da minacce di conseguenze economiche sproporzionate".

Trapani ha quindi ricordato l'impegno delle istituzioni nelle settimane di confronto. "Fin dal primo giorno, davanti ai cancelli della fabbrica, dissi che le istituzioni non si sarebbero fermate e avrebbero continuato a fare la propria parte. E così è stato. La Regione Toscana ha seguito la vertenza con continuità, cercando fino in fondo una mediazione. Ringrazio Valerio Fabiani, con il quale in queste settimane abbiamo condiviso le diverse questioni della vertenza. Anche gli atti presentati in Consiglio comunale e in Consiglio regionale hanno voluto contribuire a mantenere alta l'attenzione istituzionale sulla vicenda".

Il pronunciamento del Tribunale non chiude però la vertenza occupazionale. "Oggi è giusto riconoscere il risultato ottenuto dai lavoratori e dai sindacati. Ma la battaglia principale resta aperta: ci sono 67 posti di lavoro da difendere e servono garanzie sul futuro occupazionale del sito di Pisa. Su questo le istituzioni dovranno continuare a fare la propria parte, con la stessa determinazione", ha concluso Trapani.