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Takeda, USB, "Gli staff leasing devono restare"

Verso il tavolo del 6 Agosto il sindacato chiede ammortizzatori sociali e stop agli esuberi, "Il lavoro c'è, basta precarietà"

Nuovo intervento dell'USB sulla vertenza Takeda, in vista dell'incontro fissato per il 6 Agosto, quando l'azienda sarà chiamata a chiarire se intenda ricorrere agli ammortizzatori sociali oppure confermare l'interruzione dei rapporti con i lavoratori in staff leasing. Per il sindacato, la seconda ipotesi resta priva di giustificazioni alla luce della situazione produttiva degli stabilimenti.

Secondo USB, infatti, negli ultimi mesi sarebbe emersa una contraddizione evidente. "Nei reparti e sulle linee produttive il personale è insufficiente: l'azienda ricorre agli straordinari e, contemporaneamente, è alla ricerca di nuovi lavoratori. Se il lavoro c'è e gli organici sono già in sofferenza, perché mandare via chi da anni garantisce la produzione?", ha affermato il sindacato.

USB sottolinea inoltre come, a fronte della presunta eccedenza di personale, ai lavoratori in staff leasing siano stati bloccati ferie e permessi. "Mentre si sostiene che ci sarebbe un esubero di personale, ai lavoratori in staff leasing vengono bloccate ferie e permessi per esigenze produttive. Una scelta che conferma come il problema non sia la mancanza di lavoro, ma la carenza di organico. Se un'azienda non può concedere ferie e permessi perché il personale non è sufficiente, significa che quei lavoratori sono indispensabili e devono rimanere al loro posto", ha aggiunto.

Per il sindacato, questi elementi dimostrerebbero che non esistono reali motivazioni produttive per interrompere i rapporti di lavoro e che la strada da seguire dovrebbe essere quella della tutela occupazionale. USB richiama anche la recente sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea sul ricorso alla somministrazione di lavoro, ritenendo che abbia rimesso al centro il tema dell'utilizzo strutturale dei lavoratori impiegati tramite agenzia.

Nel comunicato viene inoltre evidenziata la situazione degli stabilimenti di Pisa e Rieti, dove, secondo il sindacato, i lavoratori diretti e quelli in somministrazione rappresenterebbero ormai quote quasi equivalenti dell'organico. "La situazione di Takeda è emblematica. Tra gli stabilimenti di Pisa e Rieti si è arrivati ad una presenza di circa il 50% di lavoratori diretti e il 50% di lavoratori in somministrazione: una percentuale di precarietà inaccettabile per un gruppo multinazionale che opera in un settore strategico come quello farmaceutico", ha commentato USB.

Il sindacato conclude chiedendo all'azienda di "ritirare la decisione di interrompere il rapporto con i lavoratori in staff leasing, di sbloccare immediatamente ferie e permessi, di aprire gli ammortizzatori sociali e di avviare un percorso che garantisca la continuità occupazionale di tutti i lavoratori coinvolti". Infine ribadisce che "USB continuerà la mobilitazione fino a quando non saranno garantiti occupazione, diritti e dignità a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori".