Da una parte il Pisa, chiamato a dare un segnale dopo il crollo di Como e a ritrovare compattezza nel momento più delicato della stagione. Dall’altra il Torino, che vede nella trasferta dell’Arena un passaggio pesante nella corsa alla salvezza. In mezzo ci sono le scelte degli allenatori, i ballottaggi, i dubbi di formazione e una partita che può dire molto sia sul presente sia su quello che verrà.
Pisa, tra rebus e scelte di formazione per il presente e il futuro. Dopo la sconfitta col Como la sosta è servita per ricaricare le batterie e concentrarsi sull'ultima parte della stagione. Hiljemark si aspetta una risposta soprattutto sul piano dell’atteggiamento, un po’ come era successo dopo il ko con la Juventus nella prova contro il Cagliari. Il tecnico ha insistito sul fatto che la sosta sia servita per lavorare forte, per ritrovare energia mentale e per presentarsi alla sfida con una squadra più carica e più pronta dentro la partita. In questo senso, il Pisa deve ripartire dall’intensità, dalla compattezza e dalla voglia di non lasciarsi trascinare ancora una volta dagli episodi negativi. Il secondo tema è quello dell’equilibrio. La squadra ha lavorato molto sia sulla costruzione dal basso sia sulla fase difensiva, con un’attenzione particolare alle transizioni. È qui che si gioca una parte importante della gara, perché il Pisa vuole continuare ad avere coraggio nel palleggio, ma senza scoprirsi troppo come accaduto a Como, quando alcune palle perse in zone pericolose hanno esposto la squadra agli uno contro uno. L’idea del tecnico è quella di provare a giocare, ma con una migliore fase preventiva, con più riaggressione immediata e con maggiore compattezza tra i reparti, per evitare di concedere troppo a un Torino fisico e strutturato. Sul piano delle scelte, molto dipenderà anche dall’interpretazione offensiva. Rimane aperta la questione sulla posizione di Tramoni, fermo restando che usarlo più avanzato o più dentro al campo cambia molto gli equilibri del Pisa. Ma una cosa è certa, da quanto traspare il tecnico non si vuole privare del corso. Da qui nasce uno dei dubbi principali: puntare su un assetto con Tramoni e Moreo vicini, oppure appoggiarli a una punta centrale come Meister o Stojilkovic. In mezzo Aebischer appare il punto fermo, mentre accanto a lui Hojholt e Loyola si giocano una maglia, con il danese favorito. Dietro Caracciolo dovrebbe riprendersi il centro della difesa con Calabresi e Canestrelli ai lati. Resta aperto anche il ballottaggio in porta, con Semper, Nicolas e il rientrante Scuffet tutti disponibili. Qui però sarà un terno al lotto. Il tecnico non ha lasciato davvero trasparire niente. Fuori ormai dalla squadra infine Lorran, ma anche Iling-Junior.
Torino, D'Aversa pensa alla salvezza, Petrachi ha già in mente la prossima stagione. Il Torino arriva all’Arena per una partita che considera fondamentale. La squadra di Roberto D’Aversa, tredicesima a quota 33 punti insieme al Genoa, vede nella sfida di Pisa uno dei primi veri match point salvezza, anche alla luce dei successivi incroci con Verona e CremoneseAttorno al Toro si muove anche altro: dalle voci su possibili contatti per una futura cessione del club fino alla partita parallela legata allo stadio Olimpico Grande Torino, tra ipotesi di vendita e riflessioni sul futuro. Segnali di un ambiente in fermento, che però adesso chiede soprattutto una cosa: chiudere il discorso salvezza sul campo. Sul piano delle scelte, D’Aversa dovrebbe ripartire dal 3-4-1-2, anche se l’assenza di Zapata, infortunatosi a due giorni dal match, toglie riferimenti al reparto offensivo. In porta va verso la conferma Paleari, protetto da una linea a tre che dovrebbe vedere Coco, Ismajli ed Ebosse. Sugli esterni Pedersen e Obrador sono i candidati principali per garantire corsa e copertura sulle fasce, mentre in mezzo al campo la coppia più probabile è quella formata da Gineitis e Ilkhan, chiamati a dare equilibrio e pulizia nel palleggio. Sulla trequarti Vlasic resta l’uomo incaricato di accendere la manovra e collegare centrocampo e attacco, con il dubbio principale concentrato davanti: senza il colombiano, infatti, dovrebbe essere Adams a far coppia con Giovanni Simeone. D'Aversa ha presentato così il match, "La parola d’ordine è: pretendere la salvezza. Pretendere significa passare oltre gli ostacoli e fare di tutto per raggiungere la salvezza. Per il resto basta ragionare sull’ultima partita che il Pisa ha fatto in casa vincendo meritatamente contro il Cagliari nonostante tutto il secondo tempo e parte del primo abbia giocato in 10 contro 11". Anche l'ex direttore sportivo del Pisa Gianluca Petrachi ha commentato la partita, "Ho ritrovato un ambiente depresso e non sano, anche disfattista: c'è un malessere profondo, bisogna affrontarlo con coraggio e ce la sto mettendo tutta per cambiarlo".
LE PROBABILI FORMAZIONI DI PISA-TORINO
Pisa (3-5-2): Nicolas; Calabresi, Caracciolo, Canestrelli; Leris, Aebischer, Hojholt, Tramoni, Angori; Moreo, Meister. All. Hiljemark
Torino (3-4-1-2): Paleari; Coco, Ismajli, Ebosse; Pedersen, Ilkhan, Gineitis, Obrador; Vlasic; Adams, Simeone. All. D'Aversa