Torna a Pisa, in piazza San Frediano, il Piccolo Festival della Fiducia, promosso dalla libreria Pellegrini in collaborazione con Centro Culturale Ichneutai e Chiesa universitaria di San Frediano. La manifestazione, giunta alla V edizione, cresce quest’anno nel numero degli appuntamenti e degli ospiti provenienti da tutta Italia. La rassegna ha il contributo del Comune di Pisa, il sostegno della Fondazione Pisa, la partnership di numerosi enti del territorio.
Sotto la direzione scientifica del professor Tommaso Greco, ordinario di filosofia del diritto all’Università di Pisa, e la direzione organizzativa di Massimo Trocchi della libreria Pellegrini, il Festival propone 15 incontri, una mostra didattica e un concerto finale dedicato alla musica popolare napoletana.
Si parte il 4 giugno, nel giardino della Chiesa Universitaria di San Frediano (ingresso al pubblico da via Paoli), con un triplice appuntamento, dal sapore iberico. In occasione dei 100 anni dalla scomparsa di Antoni Gaudí, e a pochi giorni dalla visita di Papa Leone XIV alla Sagrada Familia, il Festival dedica la propria anteprima al grande, visionario, architetto catalano. Alle ore 18.00 il critico d’arte Luca Nannipieri, docente all’Accademia di Belle Arti de l’Aquila, presenterà in anteprima nazionale una raccolta di scritti e pensieri da lui curata. Seguirà una cena in giardino organizzata dalla Taberna Española di Pisa (prenotazioni al 333.2815921, costo 18 euro). Dopo cena, Josè Manuel Almuzara, tra i massimi esperti della figura di Gaudì, incontrerà il pubblico con un intervento tradotto in simultanea dal professor Antonio Di Pastena dell’Università di Pisa. Almuzara tra i massimi studiosi dell’artista spagnolo, è architetto, presidente del Comitato Pro Beatificazione di Antoni Gaudí, e membro della Giunta del Centro Gaudí di Madrid.
Sabato 6 giugno, presso gli spazi della Scala sopra le Logge di Palazzo Gambacorti si inaugurerà la mostra didattica dedicata a un’altra visionaria e rivoluzionaria personalità del secolo scorso. Si tratta di Amadeo Peter Giannini, americano nato da famiglia italiana emigrata in America alla fine dell’800, fondatore della Bank of Italy, la prima banca per italiani immigrati negli Stati Uniti, poi divenuta Bank of America, il più grande istituto di credito del ‘900. Peter Giannini, alla cui figura il regista Giuseppe Tornatore sta dedicando in questi mesi le riprese di un film ispirato alla sua vita, seppe e volle creare un istituto di credito capace di sfidare le consuetudini bancarie di ieri (e di oggi), prestando denaro senza garanzie, e scommettendo tutto sui progetti imprenditoriali, anche minimi, di quanti - con sincera buona volontà - si presentarono ai suoi sportelli bancari. Grazie a Giannini potè andare in sala il primo Walt Disney, venne costruito il ponte di Brooklin, si diede credito agli allora sconosciuti Bill Hewlett e Dave Packard, fondatori della HP, e alle origini della Sylicon Valley.
Sabato 6 giugno, alle ore 17.00, in sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, si terrà l’incontro inaugurale della Mostra, con la partecipazione dell’assessore alla cultura, Filippo Bedini, il professor Giuseppe Conti, storico dell’economia dell’Università di Pisa, e Marco Castellaneta, curatore della mostra. L’esposizione sarà aperta, con orario continuato 10.00-19.00 da sabato 6 a sabato 13 giugno.
Lunedi 8 giugno, il Festival si sposterà nella sua ormai tradizionale location di piazza San Frediano. Sino al 13 giugno si susseguiranno sul palco oltre 25 ospiti. Architetti, filosofi, giuristi, musicisti, teologi, per una settimana di storie ed approfondimenti capaci di far da “controcanto” al pervasivo mainstream, che ci vuole immersi in un mondo di brutture, sempre armati gli uni contro gli altri, sospettosi e dunque terribilmente soli.
Il filosofo Ermanno Bencivenga, l’ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, l’urbanista Elena Granata, il critico letterario Filippo La Porta, i giornalisti RAI Riccardo Cucchi e Pietro Del Soldà, e tanti altri ospiti animeranno l’intero quartiere di San Frediano, con interventi, monologhi teatrali, presentazioni editoriali e performances audio-visive. Il Festival si concluderà la sera del 13 giugno con il concerto “Di canto, bellezza e rivolta” un itinerario attraverso la musica popolare napoletana, a cura di Gianni Aversano Trio.