Claudio Rapacioli il Pisa lo conosce bene: è stato preparatore dei portieri in nerazzurro e oggi è presidente dell’Apport, l’Associazione Italiana Preparatori Portieri Calcio. Per Qui News Pisa gli abbiamo chiesto di leggere un’anomalia che, in Serie A, si vede di rado: tre portieri impiegati nel corso della stagione e due stop pesanti, con Scuffet e Semper finiti ai box e Nicolas tornato titolare.
Rapacioli, quest’anno il Pisa ha vissuto una situazione particolare tra i pali, il Pisa ha preso due “primi portieri”, Scuffet e Semper, più un terzo che era scaduto ma è stato reingaggiato. Poi sono arrivati l’infortunio di Scuffet, l’infortunio di Semper e ora sta giocando Nicolas da tre partite.
"Sì, di solito quando prendi un portiere, l’idea è quella di dargli continuità. Qui invece è successo l’opposto, gli eventi hanno ribaltato tutto".
Secondo lei, chi era la prima scelta a inizio stagione?
"Probabilmente Semper. È un buon portiere: ha tanta Serie B e poche esperienze in Serie A, però fin quando l’ho visto mi ha dato una discreta impressione. Non mi è sembrato un valore negativo per la squadra."
A Semper è stata contestata la gestione coi piedi e qualche uscita. Quanto conta oggi?
"Conta tantissimo, ma va inquadrato bene: un portiere non lo scegli perché “è un portiere”, lo scegli perché è funzionale al gioco. Il Como, per dire, ha preso un portiere che pochi conoscevano ma molto funzionale a quello che chiede Fabregas: giocare alto, difendere lo spazio dietro la linea e gestire bene il pallone coi piedi."
Quindi il punto è: che tipo di calcio vuoi fare e poi scegli il portiere.
"Esatto. Se Gilardino, quando costruisce la squadra, ha bisogno di un portiere con certe caratteristiche, deve andare su quel tipo. Se prendi un portiere che magari nella gestione palla non ha quell’abilità, o in uscita gli manca qualcosa, poi devi convivere con quella scelta. È lo stesso discorso di altri allenatori: a volte scelgono portieri con qualcosa in meno “sulla porta”, ma più funzionali a quello che vogliono fare."
A un certo punto però Scuffet ha superato Semper nelle gerarchie.
"Sì, perché Scuffet qualcosa in più coi piedi può averla, ti dà più garanzie sotto quel profilo. E guarda che anche l’anno scorso a Cagliari aveva iniziato un campionato discreto, poi con il cambio allenatore è stato scelto un portiere più funzionale: non perché più bravo, ma perché con qualità diverse."
Poi, nel momento più delicato, sono arrivati due infortuni. Anche questo è un segnale di stagione storta?
"Ci sono annate che non ti girano bene. Il Pisa tante volte ha fatto ottime partite e poi è uscito a mani vuote. L’ultimo esempio è avvenuto con il Bologna quando Skorupski ti fa una parata che ti salva il risultato e poi loro, con un tiro, la mettono all’incrocio e vincono 0-1. Sono dinamiche che in certi anni ti saltano fuori: infortuni, episodi, partite perse così."
E poi ci sono gli infortuni, lo stiramento di Scuffet e il problema al ginocchio di Semper.
"Lo stiramento ci può stare in una stagione. Sul ginocchio di Semper non so so se si è trattato di recidiva o altro, ma sicuramente ha inciso".
Così ha finito per giocare Nicolas, quanto è contato averlo in rosa?
"Ti dà tranquillità. Conosce l’ambiente, è esperto e 3, 4, 5 partite di Serie A le può fare. In una fase così, è una garanzia."
Alla fine il “tema portieri” diventa lo specchio dell’annata?
"Sì, è lo specchio di una stagione anche sfortunata e con qualche scelta forse non perfetta."
Allarghiamo il discorso: perché in Italia sembra esserci un calo generale, anche tra i portieri?
"Secondo me la radice è nel settore giovanile. C’è poca attenzione alla qualità degli istruttori e alle strutture. È un discorso che faccio da anni: certe squadre dovrebbero partecipare a determinati campionati solo se hanno strutture che danno garanzie anche per far crescere i ragazzi. In tanti casi, soprattutto più in basso, c’è poca organizzazione e si lavora “tanto per fare”.
E in Serie A, guardando chi emerge, cosa nota?
"Purtroppo stanno emergendo soprattutto portieri stranieri. E anche i top club, in generale, non hanno portieri italiani. Questo si riflette poi sulla Nazionale."
Chiudiamo tornando al Pisa: cosa si aspetta adesso?
"Credo che Semper possa tornare tra i pali, mi aspetto solidità, ma ora tutto dipende dalla squadra e da quanto riesce a cambiare inerzia, anche se indubbiamente si tratta di una stagione compromessa"