La Tari, di per sé, è già un argomento piuttosto scottante. E se s'incrocia con la politica, la cosa diventa incandescente. Lo sa bene il consigliere regionale e comunale del Partito Democratico, Matteo Trapani, che ha chiamato in causa il sindaco Michele Conti dopo l’annuncio della possibile revisione della pianta organica di Sepi, che sarà discussa nell’assemblea dei soci del prossimo 13 Ottobre.
All'interno di Sepi, società pubblica che gestisce la riscossione dei tributi e delle entrate per il Comune, sarebbe infatti previsto l'ingresso di un nuovo dirigente. "Mentre i pisani pagano una delle Tari più alte d’Italia, a Sepi per anni sono mancate le risorse per assumere nuovo personale, investire nella formazione e riconoscere progressioni professionali ai dipendenti - ha detto - adesso, improvvisamente, si trovano i soldi per un altro super dirigente a tempo indeterminato. Questa è la priorità di Conti?".
"Anziché investire nella lotta all’evasione e creare le condizioni per alleggerire il peso della Tari, si preferisce spendere soldi pubblici per nuove poltrone e appesantire ulteriormente la struttura della società - ha aggiunto - ogni euro destinato a un nuovo dirigente è un euro che potrebbe essere investito in personale, formazione e strumenti per contrastare l’evasione. E ogni euro di evasione che non viene recuperato rischia di pesare su chi le tasse le paga regolarmente".
"Chiediamo chiarezza sui costi, sulle motivazioni e sulle reali necessità di questa operazione - ha proseguito - non è pensabile continuare a gestire servizi e società pubbliche attraverso scelte estemporanee, senza una programmazione complessiva e senza valutarne le conseguenze per i cittadini. Lo abbiamo già visto con la Società della Salute, dove, a seguito delle scelte dell’amministrazione, oggi Pisa si trova in difficoltà nel garantire servizi fondamentali. E lo vediamo anche nell’organizzazione della stessa macchina comunale, dove le scelte compiute in questi anni stanno incidendo pesantemente sul funzionamento degli uffici e sulla capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini. Non vorremmo che anche Sepi finisse per pagare le conseguenze di decisioni prive di una visione complessiva".
Per Trapani la soluzione è semplice: investire sull'azienda e il personale, non sulle cariche di vertice. "Ai cittadini si chiedono sacrifici e si fanno pagare tariffe elevatissime, mentre per nuove posizioni di vertice le risorse si trovano - ha concluso - prima di pensare a nuovi super dirigenti, Conti dovrebbe preoccuparsi di far pagare chi evade e di ridurre il peso della Tari su famiglie e imprese. Sepi dev'essere uno strumento al servizio dei cittadini, non un altro contenitore di poltrone pagate con i soldi pubblici".