Un olivo piantato nel cuore della Scuola Superiore Sant’Anna, tra gli spazi dove ogni giorno si ritrovano gli studenti, è diventato il simbolo della memoria per Giovanni Palatucci, il questore di Fiume che salvò migliaia di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale prima di essere arrestato dalle SS e deportato a Dachau, dove morì il 10 Febbraio 1945.
In occasione dell’ottantunesimo anniversario della sua morte, la Scuola Superiore Sant’Anna e la Questura di Pisa hanno promosso una cerimonia per ricordarlo. Ai piedi dell’albero è stata deposta una composizione di fiori. Presenti le principali autorità cittadine: il Questore di Pisa Salvatore Barilaro, il Prefetto, il Sindaco Michele Conti, il Direttore Generale della Scuola Giovanni Viale e il professor Michele Emdin, insieme al presidente della comunità ebraica di Pisa Maurizio Gabbrielli.
Palatucci, reggente della Questura di Fiume fino al Settembre 1944, fu arrestato per la sua attività a favore degli ebrei e deportato dai nazisti. Dal 1990 è stato riconosciuto da Yad Vashem come “Giusto tra le Nazioni”. Il suo nome resta legato a una scelta etica netta, che ha messo in salvo almeno 5mila vite.
“L’olivo dedicato a Palatucci si trova nel cuore della Scuola, in uno spazio dove le allieve e gli allievi si incontrano, studiano e socializzano. È una scelta che intende dare centralità ai valori della pace, della solidarietà e della dignità umana, pilastri fondamentali della Costituzione” ha detto Giovanni Viale, Direttore Generale della Scuola Sant’Anna.
Il Questore Barilaro ha sottolineato che “anche quest’anno la Questura di Pisa ha voluto rendere omaggio a Giovanni Palatucci, Giusto tra le Nazioni che in qualità di reggente della Questura di Fiume sacrificò la sua vita per salvare migliaia di persone di religione ebraica dall’arresto e dalla deportazione nei campi di concentramento. È doveroso il ricordo delle vittime, sia per i familiari che per le future generazioni”.
Parole raccolte anche dal Sindaco Michele Conti, che ha ricordato la recente decisione del Comune di intitolare una via della città ai “Giusti tra le Nazioni”, al posto della precedente denominazione di via D’Achiardi: “È un modo per celebrare tutti quegli eroici cittadini che scelsero di mettere a repentaglio la propria vita pur di non rimanere indifferenti di fronte ingiustizie e atrocità a cui vennero destinati cittadini, famiglie, vicini di casa, colleghi di lavoro. Quella del Questore di Fiume Giovanni Palatucci è una grande storia di coraggio e umanità, che ci insegna come, anche nei momenti più bui, è sempre possibile scegliere di lavorare per il bene e mantenere vivo il seme della speranza”.