Anche per il biennio 2026-2028, la Fondazione Pisa ha rilanciato il proprio avviso pubblico per raccogliere progetti di contrasto alla povertà educativa, con l'intento di consolidare le attività intraprese a titolo sperimentale nell'estate dello scorso anno.
All'epoca, con sette progetti, sono stati raggiunti 500 minorenni, con il coinvolgimento di oltre cento tra enti e associazioni nei territori comunali di Pisa, San Giuliano Terme, Vecchiano e Cascina, oltre a tredici istituti comprensivi. Le reti di associazioni hanno promosso, durante questo periodo, attività educative di varia natura e contenuti: dall’aiuto compiti all’educazione musicale, dal teatro ai laboratori creativi, dai giochi alle attività di educazione ambientale, dalle attività scientifiche e di sperimentazione allo sport non competitivo.
L’avviso è rivolto agli enti del Terzo Settore, nel territorio di competenza della Fondazione Pisa, per la presentazione di progetti che devono avere inizio a partire dal 15 Settembre prossimo e concludersi il 14 Settembre 2028, comprendendo sia attività da svolgersi nei mesi invernali, sia in quelli estivi. E ancora, i progetti dovranno essere rivolti alla fascia d’età dei bambini e delle bambine fra i 6 e i 14 anni a rischio povertà educativa.
"Le attività dei mesi estivi dovranno comprendere i campi solari, i centri estivi residenziali, i laboratori tematici e il supporto allo studio - hanno spiegato dalla Fondazione Pisa - i progetti dovranno essere finalizzati a ridurre le disuguaglianze educative e il rischio di dispersione scolastica, a rafforzare le competenze di base, a favorire l’inclusione sociale e culturale dei minori con background migratorio e a coinvolgere le famiglie nei percorsi educativi".
Per ciascun progetto che sarà selezionato è previsto un contributo massimo pari a 100mila euro all’anno. "Il lavoro in rete tra gli enti, la continuità educativa fra attività estive ed attività invernali e la varietà delle attività proposte e realizzate, sono senza dubbio punti di forza da evidenziare - ha commentato Stefano Del Corso, presidente della Fondazione - come sappiamo, la povertà educativa si incontra là dove i bambini e le bambine sono privati di opportunità per sviluppare i propri talenti e le proprie aspirazioni. Acquisita la consapevolezza che la povertà educativa è purtroppo una realtà amara del nostro territorio, auspichiamo che ci possa essere un sempre maggiore coinvolgimento di tutti gli attori, per intercettare le situazioni di bisogno e i casi maggiormente a rischio".