Ripensare il cortile interno del carcere "don Bosco" per riqualificare non solo uno spazio fisico, ma anche le relazioni familiari, soprattutto i più piccoli e anche gli animali domestici. È questo l'obiettivo del progetto "Il giardino dell'incontro", pensato su impulso della Camera Penale di Pisa e della sua presidente, l’avvocata Serena Caputo, ed elaborato dal Consiglio dell’Ordine degli architetti di Pisa e dal suo presidente Leonardo Germani, con l'obiettivo appunto di ripensare radicalmente questo luogo.
"Pensare un progetto architettonico all’interno di un istituto penitenziario non significa soltanto riqualificare uno spazio fisico, ma ripensare il tempo e la qualità delle relazioni umane - ha spiegato Germani - questo spazio non è stato pensato come un semplice abbellimento estetico, ma come uno strumento di sostenibilità sociale. Auspichiamo che possa davvero diventare un’isola dove, anche per la durata di un breve incontro, il carcere smetta di essere solo un luogo di reclusione e diventi un luogo di semina per il futuro".
Per garantire un’immediata fattibilità, la massima sicurezza logistica e un uso oculato delle risorse, la realizzazione dell’opera si articolerà in tre fasi. Con la prima si punta a risolvere la criticità dell’attuale pavimentazione in cemento che, generando un forte effetto "isola di calore", rende il cortile poco fruibile nei mesi estivi. È prevista infatti la posa di una pavimentazione flottante in doghe di legno di recupero, sulle quali verranno dipinti giochi a terra affinché i più piccoli possano trovare un ambiente accogliente e familiare.
Nella seconda fase, il cortile diventerà un vero e proprio herbarium grazie all'integrazione con il laboratorio di orticoltura sociale già attivo all’interno dell'istituto penitenziario. Verranno installate vasche dedicate agli "orti in cassetta", affidate alla cura diretta dei detenuti. Quindi, nella fase finale ci sarà l’ampliamento delle vasche di coltivazione e la piantumazione di alberi di agrumi, che garantiscono un’ombreggiatura naturale.
All'iniziativa hanno già aderito il Rotary Club di Pisa Galilei sotto la presidenza dell’annata 2025/2026 della dottoressa Cornelia Laino Mori, del Lions Club Pisa Host sotto la presidenza dell’annata 2025/2026 dell’avvocato Marzio Piselli e dell’azienda Sto, con sede italiana in Empoli.
"Trasformare uno spazio intercluso in un’oasi di incontro e dignità, capace di ridefinire il tempo e la qualità delle relazioni umane all’interno delle mura carcerarie è indubbiamente il cuore di questo progetto - ha concluso Germani - in tal senso è assolutamente gradita e importante la partecipazione di altri soggetti a sostegno delle spese, già preventivate, e dell’implementazione dell’intervento che verrà realizzato nei prossimi mesi".